Sicurezza
Lex diesse avanza la richiesta di 2 anni, il pm Capizzoto dà il consenso
Fallimento della Lucchese Giusti vuole patteggiare
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Lex diesse Giusti ha chiesto di patteggiare due anni; a destra Fouzi Hadj 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Fallimento della vecchia Lucchese Libertas, l'udienza per le decisioni del gup ci sarà il 13 gennaio. L'appuntamento è fissato alle 9. Ieri mattina al Galli Tassi davanti al dottor Simone Silvestri si è presentato l'ex direttore sportivo rossonero Silvio Giusti che attraverso il suo avvocato di fiducia ha avanzato istanza di patteggiamento. Altri imputati hanno chiesto il giudizio abbreviato e la curatela ha richiesto il sequestro conservativo dei beni di coloro che al termine della lunga e meticolosa inchiesta condotta dagli inquirenti della Guardia di Finanza sono stati accusati - a vario titolo - del reato di bancarotta. Giusti. L'ex dirigente (e anche ex giocatore) Silvio Giusti tramite il suo legale Gianfelice Cesaretti ha chiesto di patteggiare 2 anni (con la sospensione della pena) per la bancarotta fraudolenta in concorso con Fouzi Hadj. Il pubblico ministero Piero Capizzoto ha dato il proprio consenso. Sindaci revisori. I tre sindaci revisori dei conti, il ragionier Andrea Papini (presidente) di Pisa e i membri effettivi Gianluca Musetti e Giuseppe Altadonna, entrambi di Carrara, accusati di falso in bilancio, hanno avanzato richiesta di giudizio abbreviato. Parti civili. Accolta la richiesta del curatore fallimentare avvocato Francesco Giannecchini (rappresentato dall'avvocato Francesca Lenzi) di costituirsi parte civile per la bancarotta che nel 2008 portò al fallimento della Lucchese, ma non per il reato di falso in bilancio. Per la bancarotta, sì. A garanzia dei creditori (lo stato passivo ammonta ad alcuni milioni di euro) la curatela ha avanzato di nuovo la richiesta di sequestro conservativo dei beni degli imputati che devono rispondere di bancarotta. Nei mesi scorsi il tribunale civile aveva respinto per due volte analoga richiesta. Il gup. Il giudice per le udienze prelimiari Silvestri si è riservato di decidere riguardo alle richieste di patteggiamento, giudizio abbreviato, sequestro conservativo dei beni, e di rinvio a giudizio per gli imputati che non si avvalgono di riti alternativi. Il responso arriverà il 13 gennaio. Le accuse. Il pubblico ministero Piero Capizzoto aveva chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Fouzi Hadj, 57 anni, ieri non presente al Galli Tassi e difeso dall'avvocato Florenzo Storelli, accusato di bancarotta fraudolenta, dell'ex amministratore Massimo Kutufa (bancarotta fraudolenta), degli ex componenti del consiglio d'amministrazione dell'annata calcistica 2007-2008 Silvio Giusti (bancarotta fraudolenta in concorso con Hadj) e Giovanni Torre (bancarotta documentale), della moglie di Hadj, Alisa Pilipenko, 44 anni, ucraina, intestataria di conti correnti su cui passava il denaro che gli inquirenti ritengono essere distratto dalle casse sociali della Lucchese. Richiesta di rinvio a giudizio anche per i tre sindaci revisori dei conti che devono rispondere di falso in bilancio.
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