Il presidio
Due ragazzi patteggiano, gli altri negano e vanno a processo. Sequestrati petardi, passamontagna e coltello
Agguato dei Bulldog ai tifosi pisani
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I protagonisti dellordine pubblico Sotto: il passamontagna, i petardi e le torce sequestrate dalla Digos Per la Digos era questo l'intento dei 6 ultras di estrema destra arrestati domenica
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LUCCA. Per la polizia non ci sono dubbi: i sei giovani arrestati un'ora prima del derby Lucchese-Pisa stavano organizzando un agguato ai supporters nerazzurri che di lì a poco sarebbero entrati nel Porta Elisa. Tutti appartengono al gruppo di estrema destra dei Bulldog, come evidenziato dai distintivi sequestrati, ancora operante nonostante le inchieste e gli arresti degli ultimi anni. Per l'accusa l'intenzione del gruppetto, composto anche da due ultras di estrema destra già sottoposti a Daspo e a cui era vietato avvicinarsi allo stadio, era quella di creare disordini e tafferugli lanciando 5 petardi tipo «Bomber 99» lunghi come una lattina di Coca Cola contro i tifosi del Pisa. Mortaretti che, se fossero andati a segno, sarebbero stati capaci di provocare ustioni e lesioni gravi. Avevano indosso dei maglioni scuri con chiusura sino al naso e cappuccio incorporato in modo da travisare il volto. Gli inquirenti hanno sequestrato anche un passamontagne tipo Mefisto che lascia trasparire soltanto gli occhi, quattro torce illuminanti da stadio e soprattutto un'arma da taglio: un trincetto dal manico giallo. I NUOVI BULLDOG. I neo Bulldog sono essenzialmente studenti, operai e disoccupati della periferia cittadina e della Piana. Teste rasate - eccezion fatta per uno degli arrestati - maglietta nera e simbolo dei Bulldog nuovo di zecca in bella mostra. Secondo la Digos a capo dei giovani finiti in manette con l'accusa di possesso di fuochi pirotecnici durante manifestazioni sportive c'erano due giovani già sottoposti a Daspo. Un reato aggiuntivo che è stato contestato a Riccardo Del Dotto, 24 anni, operaio, residente a Camigliano e Mirko Schiavelli, 24 anni, operaio, abitante a Fagnano. Quest'ultimo, stando alla polizia, il 3 ottobre scorso fu l'autore del lancio del grosso petardo esploso dentro il Porta Elisa durante la partita Lucchese-Atletico Roma. Dopo la convalida dell'arresto da parte del giudice Letizia Di Grazia i due sono finiti ai domiciliari e saranno processati con rito direttissimo il 26 ottobre. Negano ogni addebito e sono difesi dall'avvocato Michele Fusi. Obbligo di firma in attesa del processo di martedì anche per Stefano Michetti, 19 anni, operaio, residente a Segromigno in Monte e Michael Viscusi, 21 anni, disoccupato di Altopascio. Dal processo invece escono altri due ragazzi: Matteo Cecchetti, 18 anni, studente, residente a San Colombano, sinora sconosciuto alla Digos e alle forze dell'ordine come appartenente al gruppo ultras e Matteo Cassettai, 18 anni, operaio, di Segromigno in Monte. Entrambi hanno patteggiato la pena a 8 mesi di reclusione e 2mila euro di multa con i benefici di legge e obbligo di firma alla pg 4 giorni alla settimana. Il secondo era stato arrestato mentre fuggiva in direzione del baluardo Cairoli dai carabinieri del reparto radiomobile guidati dal tenente Andrea Senes. Indosso aveva due dei petardi sequestrati. Per i sei è pronto il Daspo. GLI ARRESTI. Gli arresti scattano alle 14 in via Elisa. C'è una telefonata di segnalazione da parte di un cittadino «stanno passando alcuni giovani con il volto travisato», ma c'è anche la presenza in zona di una pattuglia della polizia e degli uomini in borghese della Digos. E dall'alto l'elicottero con gli uomini della Scientifica segnala tutti i movimenti sospetti. E sin da prima scorge dei giovani che cercano di nascondersi tra gli alberi prima di dirigersi verso la sortita che sbocca ai Macelli. Il luogo dove sono stati sistemati i tifosi del Pisa prima di essere scortati allo stadio. In mezzo minuto i sei Bulldog si trovano davanti gli agenti. E, stando alla ricostruzione delle forze dell'ordine, cominciano a scappare. Chi verso via dei Bacchettoni, chi verso via Elisa. La Digos si dirige verso il civico 54 di via Elisa. Nell'androne vengono bloccati Schiavelli, Del Dotto e altri ultras. Petardi, torce e taglierino sono rinvenuti subito sotto un zerbino esterno a un appartamento. Gli ultras dicono di non aver nascosto nulla. Alle 14,30 i sei sono accompagnati in questura per l'identificazione e il successivo arresto. La polizia avverte il sostituto procuratore Sara Polino che ieri ha retto l'accusa in aula durante l'udienza di convalida e che sarà pubblico ministero nel processo del 26.
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