«Smaltire i rifiuti sul nostro territorio»
Azelio Biagioni
Appello di 4 sindaci per evitare di dare addio alla gestione del servizio
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SAN ROMANO. Sul tema caldo della Se.Ver.A. questa volta scendono in campo quattro sindaci. Pier Romano Mariani (San Romano), Francesco Pifferi (Camporgiano), Paolo Fantoni (Piazza al Serchio) ed Amerino Pieroni (Pieve Fosciana). Tutti d'accordo su un unico obiettivo: smaltire i rifiuti del territorio a costi il più convenienti possibile e con il minor impatto ambientale mantenendo la forza lavoro impiegata sinora. «Crediamo - affermano i quattro amministratori garfagnini - che l'incenerimento non sia l'unica strada percorribile, dal momento che la taglia ottimale di un impianto oggi viene ritenuta essere non inferiore alle 100.000 tonnellate. E questo esclude che nel nostro territorio sia possibile realizzare un progetto simile. È necessario adoperarsi per trovare altre soluzioni ambientalmente ed economicamente sostenibili. Tra queste la possibilità di realizzare una raccolta differenziata spinta che permetta di ottenere una quantità di indifferenziato così ridotta da poter essere smaltita in loco a costi inferiori rispetto a quelli oggi subìti e che pertanto ci consenta l'autonomia di gestione del ciclo rifiuti. Siamo consapevoli che con l'impegno massimo di tutti questa soluzione sia attuabile». I sindaci fanno appello alle istituzioni competenti (in primis la Provincia) e chiedono l'aiuto della Regione affinché, attraverso una collaborazione, cerchi di mettere la parola fine ad una gravissima crisi aziendale, individuando anche un sito idoneo per lo smaltimento. Mariani, Pifferi, Fantoni e Pieroni spingono sull'unità d'intenti: «Sarebbe opportuno che tutte le amministrazioni si ritrovassero unite a difendere un obiettivo comune. Non pare a noi responsabile l'abbandono di singoli comuni (Castelnuovo) nella gestione del servizio, come sembra emerso nel corso dell'assemblea di Se.Ver.A. Ciò provocherebbe gravi conseguenze sul resto della comunità garfagnina che non può farsi carico di errori e costi di questa portata. È strano che in passato chi ha partecipato alla spartizione dei posti nei vari cda, oggi senta il dovere di abbandonare la barca che rischia di affondare. Abbiamo più volte espresso le nostre preoccupazioni per il futuro della società e della propria attività ed i verbali delle assemblee lo testimoniano. Riteniamo assolutamente impensabile un eventuale aumento delle tariffe a carico delle famiglie che sono già state colpite in passato e che stanno attraversando, a causa della crisi economica, momenti di grave difficoltà.
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