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Dall'assenza di Fava un altro stop all'intesa
Marco Innocenti
Conferenza dei capigruppo disertata dal Pdl quando tutto era fatto
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LUCCA. Lo scenario della crisi in Comune è cambiato alle 12,30, quando alla riunione dei capigruppo che dovevano fissare l'ordine del giorno del consiglio comunale fissato per stasera è arrivata la lettera in cui Lido Fava, alla guida del Pdl, informava che non avrebbe partecipato. Un atto chiaramente polemico e di rottura rispetto all'accordo faticosamente raggiunto, a maggioranza, dal Pdl la sera prima, quando Favilla aveva posto l'aut aut: due assessori a Forza Lucca, uno in meno al Pdl e si va avanti; altrimenti tutti a casa. A mezzogiorno e mezzo si è avuta la conferma che nel Pdl c'è una componente decisa a liquidare l'esperienza Favilla per tornare al voto subito. Tutti dicono, in quest'area, che il candidato sindaco è già pronto: è Pietro Fazzi, che danno per vincente al primo turno. Secondo gli avversari che, anche nel Pdl, spingono invece per la ricomposizione c'è proprio Fazzi dietro la mossa di Lido Fava. E ancora che c'è l'influenza che l'ex sindaco avrebbe mantenuto sull'assessore Luca Leone (fazziano convinto al momento della rottura nel centrodestra nel 2006) nel tentativo di Mauro Favilla di convincere quest'ultimo ad essere lui a sacrificarsi, lasciando il posto in giunta a favore di Forza Lucca e ricevendo in cambio una poltrona nella Lucca Holding. Offerta alla fine rifiutata da Leone, dopo qualche titubanza. Fino alle 12,30 però si era avuta la sensazione che la crisi fosse davvero risolta. Di buon mattino i sette consiglieri di Forza Lucca si erano riuniti, avevano concordato la linea sulla proposta Favilla, che poi avevano incontrato. Nel confronto avevano capito che non potevano tirare oltre la corda e alla fine avevano accettato di entrare in giunta con due assessori, Benedetto Stefani e Marco Modena, dopo aver firmato il programma. «Un buon programma - era il commento del capogruppo Maurizio Dinelli - e per questo andiamo avanti. Ci riteniamo ancora penalizzati nel rapporto tra consiglieri e assessori, che premia a dismisura il Pdl, ma riteniamo che a questo punto sia più importante lavorare per risolvere i problemi della città. Certo, per Modena e Stefani ci vorranno due assessorati di peso, ma spetta al sindaco ora riorganizzare le deleghe». Mentre Forza Lucca si preparava a chiudere dopo la riunione dei capigruppo, nel Pdl c'erano però due motivi di forte agitazione: la posizione assunta da Fava e la reazione alle dichiarazioni di Dinelli che ad un giornale nazionale aveva detto che a Lucca il Pdl riproduce una città divisa per comitati di affari. Difficile ipotizzare la ripresa di una collaborazione, si sosteneva nel Pdl, con chi dà questi giudizi. Di lì a poco la convocazione della riunione del partito di Berlusconi per le 17,30. In secondo piano era già passata la decisione della conferenza dei capigruppo di porre al primo punto dell'ordine del giorno del consiglio comunale di stasera la crisi politica a Palazzo Orsetti, passare poi alla nomina del presidente del consiglio e, più tardi, al quinto punto, alla valutazione della variante per lo stadio di Porta Elisa. Argomento, quest'ultimo, sul quale si erano cominciati a trovare consensi sull'opportunità di ricorrere ad un iter inattaccabile sotto ogni profilo, anche penale, per arrivare alla realizzazione di un'opera qualificata e partecipata dalla città. I capigruppo di Pd, Rc e Governare Lucca avevano ribadito di non essere contrari al recupero e non intendere porre ostacoli per far perdere tempo, ma di muoversi altresì perché il progetto possa andare avanti con certezza e con ampio favore.
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