Il presidio
Il primario del reparto «C'è un'iperaffluenza che congestiona il lavoro»
Paola Taddeucci
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LUCCA. Una superaffluenza, in continua crescita ogni anno. E' il problema centrale del pronto soccorso, cui l'azienda Usl 2 ha cercato di dare una risposta allargando gli spazi del reparto e inserendo la reperibilità dei medici nelle ore serali, le più critiche della giornata perché c'è meno personale. «Qualcosa è sicuramente migliorato - ammette il primario Marco Rossi -, e di più non si può pretendere, perché gli spazi sono esigui e quello che si poteva fare per aumentarne la funzionalità, è stato fatto. In certi momenti, tuttavia, siamo ugualmente in sofferenza. Quindi i tempi di attesa, per i pazienti, si allungano, pur essendo il nostro pronto soccorso tra i migliori in Toscana da questo punto di vista. «C'è un'iperaffluenza che cresce di anno in anno, nonostante la popolazione resti stabile. Ciò significa che al pronto soccorso, oltre che per le urgenze e i casi gravi, si accede anche per l'ordinario, quello che una volta veniva risolto dal medico di base e che dovrebbe essere gestito dall'attività territoriale. Succede già da qualche anno, ma oggi è ancora più evidente e frequente». «Non punto il dito contro i medici curanti - prosegue Rossi - perché anche loro, spesso, sono costretti a inviare i pazienti qui. Sono gli stessi pazienti, infatti, a chiedere sempre di più l'esame strumentale, non fidandosi più solo della diagnosi clinica. Forse oggi il medico non è più la figura cardine ed è stato sostituito dalle macchine. Tutto questo ha spostato l'attenzione sull'ospedale e quindi sul pronto soccorso. Che deve comunque rispondere alle esigenze della popolazione». A dare fiato, nel giro di qualche settimana, ci saranno una tac di ultima generazione e un sistema radiologico, direttamente nell'unità operativa diretta da Rossi. «Nuovi strumenti - informa il primario - che permetteranno di migliorare il percorso dell'emergenza-urgenza e di soddisfare più rapidamente le richieste diagnostiche, che oggi devono essere effettuate alla radiologia, lontana dal reparto. Il tempo per esami ed esiti, infatti, rappresenta una delle cause più frequenti di allungamento dell'attesa per i pazienti». Nel frattempo si procede con quello che c'è. «Che non è poco - spiega Rossi -, nonostante i tanti problemi. Ed è ulteriormente migliorato in questi ultimi anni. Per l'accoglienza al triage e in sala aspetto, per esempio, la Regione ha investito e investe molto, e noi ne abbiamo subito approfittato garantendo la presenza al front office di un operatore sanitario ogni giorno dalle 8 a mezzanotte. Tra l'altro sono state scelte figure professionali con una certa capacità comunicativa e in grado di gestire casi umanamente difficili». «Ma anche dentro il reparto - conclude il primario Rossi - la situazione è migliorata con la realizzazione di una sala multifunzionale per i pazienti in attesa dell'esito di esami o in osservazione breve. Prima dovevano stare in barella lungo il corridoio, senza assistenza personalizzata e senza privacy. Oggi nella sala c'è un operatore sanitario presente 24 ore su 24».
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