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Lucca

Ammazzò l'amica a colpi di coltello Chiesto l'ergastolo

Luca Tronchetti
Ammazzò l'amica a colpi di coltello Chiesto l'ergastolo

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LUCCA. Ergastolo. È la richiesta del sostituto procuratore Sara Polino nei confronti dell'assassino di Loreta Salemme, 46 anni, trucidata con un marrancio un anno fa (era il 5 ottobre 2009) nel retro della farmacia Giannini a Lunata davanti a decine di persone. L'omicida - Francesco Sabbatino, 60 anni - non era in aula. È stato condotto con il cellulare della polizia penitenziaria dal carcere al tribunale. Poi ha rinunciato a comparire. Non se l'è sentita di vedere i parenti della vittima. «Chiedo soltanto giustizia per mia sorella. - dice al termine dell'udienza Salvatore Salemme costituitosi parte civile assieme al fratello Alfredo - Quell'uomo deve passare in carcere il resto dei suoi giorni. Non c'è perdono, non merita pietà per il male che ci ha fatto. Ha infierito su Loreta agendo con premeditazione. Siamo soddisfatti della requisitoria del pubblico ministero che ha usato le parole giuste per descrivere quanto è accaduto alla presenza di decine di testimoni. Pentimenti? Scuse? Non l'abbiamo più sentito dopo la tragedia. Nemmeno attraverso il suo avvocato o una terza persona. Abbiamo il massimo rispetto per la magistratura, ma non sarei sincero se dicessi che sono tranquillo. Con i tempi che corrono c'è il timore che la sentenza non rispecchi quanto affermato in aula dalla pubblica accusa». La sentenza è attesa per mercoledì 1 dicembre. Il massimo della pena L'ergastolo è previsto dal rito abbreviato. Sabbatino - che uccise l'ex fiamma con 4 pugnalate, la prima capace di spaccarle il cuore - è accusato oltre di omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione e dei futili motivi anche di altri reati: lesioni gravi nei confronti di Elia Antonucci, il giovane che cercò di difendere Loreta Salemme e rimase ferito a un braccio (pure lui si è costituito parte civile assistito dall'avvocato Luigi Velani), resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di coltello (un marrancio di 32 centimetri). Proprio questo concorso di reati aggiungerebbe all'ergastolo l'isolamento diurno in carcere per l'imputato. Con il rito abbreviato la pena si riduce automaticamente e il pubblico ministero eliminando l'aggravante dell'isolamento diurno parte dalla pena dell'«ergastolo semplice». La linea difensiva Per il professor Mauri di Pisa - consulente del gup Giuseppe Pezzuti - Francesco Sabbatino, 59 anni, al momento di uccidere era capace di intendere e di volere. La perizia psichiatrica dimostra che l'uomo al momento di compiere l'efferato delitto era lucido e determinato. Perchè si appostò tre ore davanti agli studi medici situati accanto alla farmacia Giannini in attesa che uscisse l'ex fiamma e la colpì con freddezza e determinazione nonostante la presenza di decine di testimoni. Una tesi sconfessata dal legale dell'imputato, avvocato Emanuele Ciappi di Prato, attraverso una consulenza di parte di un noto psichiatra che dice l'opposto: Sabbatino era incapace di intendere e volere nel momento in cui uccideva Loreta. Il 1 dicembre sarà la difesa a giocare le sue carte per evitare l'ergastolo all'imputato.

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