Il Tirreno

Lucca

Il Pdl vieta a Favilla di dare assessori a FL «Solo appoggio esterno»

Ilaria Bonuccelli
La crisi politica vista da Sesti
◗
La crisi politica vista da Sesti

Ma il sindaco replica: «Vado avanti solo se mi conviene, con una maggioranza vera che vota tutte le pratiche»

4 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Il Pdl detta le condizioni al sindaco Mauro Favilla: per finire il mandato c'è una sola strada, quella dell'appoggio esterno di Forza Lucca, senza assessori per gli (ex) alleati di centrodestra. Favilla prende atto della «linea di indirizzo» (leggi: l'ultimatum) espressa dal partito e promette che tenterà di trovare un'intesa con il gruppo di Maurizio Dinelli. Costretto, però, alla retromarcia, il sindaco precisa che andrà avanti «solo se mi conviene, se avrò la certezza di un'intesa solida». In concreto, un programma elettorale di fine mandato sottoscritto da tutto il centrodestra, Forza Lucca compreso.  In sostanza il Pdl vuole che Favilla si presenti in consiglio comunale con il suo programma in 15-16 punti e lo metta in votazione, per verificare sul campo se la lealtà di Forza Lucca sia effettiva o se, invece, sia legata solo alla sete di poltrone. Lo scopo reale di questa posizione è far cadere l'amministrazione sulla eventuale bocciatura di alcune pratiche del programma elettorale, senza aprire una crisi istituzionale sulla sfiducia al presidente del consiglio comunale, Marco Agnitti, passata con la mozione di Forza Lucca.  Comunque si guardi la vicenda, al momento non ci sono le condizioni per arrivare all'accordo preteso dal Pdl. Forza Lucca, infatti, ritiene che se sottoscrivesse il programma, vorrebbe entrare in giunta in modo organico; se, invece, il Pdl insistesse con il veto sugli assessori ai dinelliani, allora il gruppo dei 7 si sentirebbe sciolto da ogni vincolo nei confronti della maggioranza e voterebbe, come sostenitore esterno, le pratiche una per una, decidendo la propria posizione di volta in volta. Esattamente quello che il sindaco non vuole e non voleva. L'idea di nominare due assessori di Forza Lucca era nata proprio con l'intento di blindare la maggioranza. Ma il Pdl su questo veto è irremovibile. Non ha digerito lo «schiaffo politico» ricevuto con la sfiducia ad Agnitti. E non ha gradito la bocciatura dell'ampliamento della giunta in base a un accordo sorto e tramontato martedì nell'arco di sei ore, da mezzogiorno alle 18. Forza Lucca - ricorda il Pdl - avrebbe avuto 2 assessori se avesse ritirato la mozione di sfiducia contro Agnitti. Siccome non l'ha fatto e ha consentito che il presidente di centrodestra venisse silurato, allora non avrà rappresentanti in giunta.  La situazione, dunque, è in una fase di stallo. Anche perché i toni dello scontro non accennano a diminuire, nonostante il Pdl oggi dica che sarebbe un disastro andare alle elezioni anticipate, a differenza di quanto sostenuto finora, anche ufficialmente, per bocca del ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli. La linea che ufficialmente passa è quella di portare a termine una serie di progetti - il nuovo stadio, il recupero del mercato del Carmine, alcune operazioni immobiliari - entro il 2012. La speranza del Pdl, invece, sembra essere che su una di queste pratiche la maggioranza «vada sotto», non abbia i voti per l'approvazione, in modo da poter aprire la crisi addossando agli ex alleati la responsabilità delle elezioni anticipate. Non a caso il coordinatore provinciale del partito, Franco Ravenni, e il suo vice, Vanda Cervelli, scrivono: «Il Pdl vuole portare a termine il mandato ed in tale prospettiva ha chiesto al sindaco di accettare l'appoggio esterno del gruppo Dinelli, sulla base di un programma di fine mandato condiviso. Questa soluzione è stata prospettata a più riprese dal gruppo Dinelli stesso, anche durante il consiglio comunale sulla discussione della mozione di sfiducia ad Agnitti. Le elezioni anticipate impedirebbero all'amministrazione comunale di realizzare quelle opere di straordinaria importanza per i cittadini, ai quali non interessano le beghe interne ma la realizzazione di quanto previsto nel programma elettorale che tanti consensi ha ricevuto nelle elezioni comunali. Perciò da Favilla ci attendiamo una presa di posizione forte e decisa nei confronti di Dinelli e del suo gruppo, per sgombrare il campo da ogni dubbio sulla azione dell'amministrazione comunale».  Resta, però, da vedere come si comporterà Favilla. Che non sembra intenzionato a presentarsi in consiglio comunale senza la certezza di avere i voti sul documento di fine legislatura e su tutte le singole pratiche di questo programma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web