Il Tirreno

Lucca

Fornoli, l’incontro il 14 ottobre

Un impianto di fonti rinnovabili nell'area dismessa di Alce

Lo stabilimento Alce
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Lo stabilimento Alce

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 BAGNI DI LUCCA. È già programmato per il 14 settembre l'ulteriore incontro sul futuro di Alce, a cui parteciperà - oltre che l'azienda e la Provincia - anche l'imprenditore interessato a realizzare su buona parte della superficie dismessa dello stabilimento, un investimento considerevole (si parla di alcuni milioni) per dare vita a un'attività nel campo delle energie rinnovabili che sia in grado di assorbire la parte di manodopera esclusa sia dalla lavorazione del tannino che dal fabbisogno di personale per la centrale.  Quanto al profilo dell'imprenditore interessato, i dati salienti rimangono riservati. Di lui si sa che è lucchese, che opera sul territorio, ma che ha rapporti di lavoro anche all'esterno. Per realizzare il progetto però - data l'entità dell'investimento - ci sarà bisogno dei fondi di Fidi Toscana; l'imprenditore ha già chiesto il sostegno finanziario. Il progetto è già in una prima fase di stesura. Ne esiste un masterplan, che gli interessati stanno visionando.  È stato presentato il ricorso al Tar contro l'autorizzazione unica concessa dalla Provincia ad Alce per la centrale a biomasse. Il ricorso è stato promosso dai cittadini dei Comitati ambiente, e i costi saranno coperti con le somme raccolte. I cittadini dei Comitati e Legambiente hanno dato insieme incarico all'avvocato Nicola Marcuccetti di rappresentarli e difenderli nel ricorso al Tar. Tra i ricorrenti, oltre a Legambiente e a due società, singoli cittadini, tra cui Alfredo Scipioni, del Comitato Ambiente di Fornoli, e Donatella Zanotti, dello storico Comitato Ambiente e Salute di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca. A breve sarà depositato il secondo ricorso al Tar, anch'esso pagato dai Comitati con le somme destinate da centinaia di cittadini.

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