Il Tirreno

Lucca

Candelise: «Ascolteremo tutte le parti in causa e poi apriremo un tavolo. In questa vicenda il Comune è solo un arbitro»

Negozi di vicinato, la diatriba rimane al palo

Barbara Antoni
Turiste consumano un panino sedute su scalini nel centro
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Turiste consumano un panino sedute su scalini nel centro

Nessuno sviluppo arriva dall'incontro di ieri fra Ascom e l'assessore al commercio

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 LUCCA. Rimane aperta (e irrisolta) la diatriba sui paletti che le associazioni dei commercianti chiedono per i negozi di vicinato. Ieri l'assessore Filippo Candelise, affiancato da un tecnico del Comune, ha incontrato una delegazione di Ascom. La proposta sulla metratura minima per i negozi di vicinato, avanzata dai commercianti, è stata ascoltata ma non accolta.  Il problema, spiega anche Ascom in una nota, è riconducibile alla «complessità legislativa della materia. Pare che la questione non riguardi solo l'assessorato al commercio (quello di Candelise, appunto, ndr), ma anche quello al decoro e all'arredo urbano, dunque si prospettano tempi non brevi. Ci auguriamo che i due assessori, che finora hanno dimostrato sempre grande sensibilità verso il problema, ci convochino congiuntamente per arrivare a una soluzione condivisa».  In sintesi, il problema in esame (sollevato da Ascom ormai quasi due mesi fa) riguarda i negozi di vicinato che lavorano (impropriamente) come pubblici esercizi, somministrando bevande e alimenti preparati espresso. Un'attività che i pubblici esercizi veri, quelli con regolare licenza e soggetti a tutti gli obblighi della categoria, contestano: per questo (attraverso le loro associazioni) hanno chiesto che venissero regolamentati il raggio di azione dei negozi di vicinato e i parametri per poterne aprire uno, vedi la superficie minima (Ascom dice 55 metri quadrati, come i bar, Confesercenti dice 30).  Al centro dell'incontro di ieri, anche i distributori automatici di cibi e bevande. Su sollecitazione di Ascom, l'amministrazione li ha banditi dal centro storico, ma uno - in via San Girolamo - autorizzato precedentemente al divieto, sta per aprire e i pubblici esercizi hanno chiesto che il suo orario di apertura venisse limitato, come il loro, alle una di notte. «Ci è stato risposto - dice Ascom - che un automatico che distribuisce cibi e bevande è come un distributore di sigarette: sta sempre aperto».  Da parte sua, Candelise conferma che quello di ieri è stato soltanto un incontro interlocutorio. A questo punto, l'amministratore invita Ascom a formalizzare le proposte finora presentate verbalmente e annuncia che «ascolteremo tutte le altre parti in causa e recepiremo tutte le proposte. Sentiremo anche i rappresentanti dei negozi di vicinato. Dopodiché apriremo un tavolo, che giudicherà se le proposte che ci perverranno saranno attuabili dal punto di vista giuridico».  In ogni modo, Candelise tiene a sottolineare che in questa vicenda il ruolo del Comune è quello dell'arbitro, «noi - precisa - non ci schieriamo né dalla parte degli uni né da quella degli altri. E ci preme di scongiurare lotte intestine nel settore del commercio».

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