Il Tirreno

Lucca

Maniaco del sesso in ospedale giudiziario

Luca Tronchetti
Violenza sulle donne in una foto d’archivio
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Violenza sulle donne in una foto d’archivio

Accusato di molestie e violenza privata sull'ex fidanzata, su una commessa e su una psichiatra

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 LUCCA. Affetto da psicosi di tipo maniacale si curava con aspirine e bacche invece di affidarsi ai medici del reparto di psichiatria dell'ospedale Campo di Marte e assumere regolarmente i farmaci prescritti. Così negli ultimi tempi era diventato il terrore del centro storico.  Arrivando a commettere atti sessuali sull'ex fidanzata, a costringere una commessa a baciarla, a pedinare una dottoressa di cui si era invaghito, a far allontare dal condominio in cui abitava tre delle quattro famiglie che vivevano lì spaventate dai suoi atteggiamenti violenti e dalla mania di aggirarsi mezzo nudo tra un piano e l'altro dello stabile e infine e farsi servire gratuitamente pranzi e cene dalle titolari di un noto ristorante del centro storico. Una situazione non più tollerabile che alla fine ha portato la squadra mobile diretta dal dottor Virginio Russo ad eseguire una misura di sicurezza restrittiva nei confronti del cinquantenne residente nel centro cittadino che è stato rinchiuso nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. La richiesta formulata dal sostituto procuratore Sara Polino è stata accolta in via provvisoria dal gip Alessandro Dal Torrione che si è basato sulla perizia di un primario psichiatrico toscano. Dalla consulenza sarebbe emersa l'incapacità di intendere e volere e la pericolosità sociale del cinquantenne lucchese con il rischio di un aggravamento futuro. Il periodo di permanenza nell'ex manicomio dipenderà dai miglioramenti del paziente.  I fatti. Le condizioni del cinquantenne hanno subito un peggioramento negli ultimi due anni, in concomitanza con la morte della madre. I suoi disturbi psichici si sono aggravati per aver ridotto o addirittura eliminato i farmaci prescritti dai medici dell'ospedale psichiatrico del Campo di Marte. Sorpreso in centro da una volante in due circostanze con in tasca armi da taglio è stato denunciato per porto abusivo di coltelli. Ma nei suoi confronti ben 26 testimoni - quindici dei quali vittime delle manie persecutorie del cinquantenne - hanno sostenuto la pericolosità sociale dell'individuo. E alla fine nei confronti del cinquantenne - arrestato e portato all'ospedale giudiziario di Montelupo mentre si trovava nel reparto di psichiatria del Campo di Marte dopo aver ricevuto un Tso per aver dato in escandescenze - sono stati ipotizzati i reati di violenza sessuale consumata e tentata, stalking, sequestro di persona, violenza privata, ingiurie e minacce.  Le violenze. Nel suo condominio in centro storico - dove viveva da solo in un appartamento - la sua malattia mentale aveva costretto tre famiglie ad andarsene provvisoriamente dai parenti stanche di vederlo girare nudo e di cercare di baciare le donne che si aggiravano nel corridoio. Per l'accusa un vicino per settimane è stato costretto a cercare in ogni angolo dell'edificio le chiavi di casa che il cinquantenne sosteneva di aver perduto. Il suo chiodo fisso era diventato il gentil sesso. Avrebbe costretto l'ex fidanzata, stando alle testimonianza della donna, a subire atti sessuali, obbligato a baciarla una commessa di un negozio del centro, pedinato una psichiatra che l'aveva in cura costretta ad uscire dal reparto accompagnata dal marito o da un paziente per evitare di essere molestata. Un malato ormai impossibile da controllare per i medici tanto che in una circostanza e per più di un'ora avrebbe tenuto in scacco l'intero reparto di psichiatria rinchiudendo medici e infermieri in una stanza e comportandosi come fosse lui il primario. Personale sanitario che, con grande professionalità, è stato al gioco per evitare reazioni pericolose dell'invalido.

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