Lupi, guerra con l'informazione
◗
Alessandro Adami assessore provinciale Canale diretto fra i pastori e la Provincia
2 MINUTI DI LETTURA
BARGA. I lupi non vivono più soltanto nelle zone in altitudine; sono scesi - riportano alcuni studi - anche più in basso. E questa potrebbe essere una delle spiegazioni per gli attacchi dei lupi o di altri animali selvatici a danno delle greggi sui monti della Mediavalle del Serchio, e in altre zone del territorio (gli ultimi casi si sono registrati proprio nel territorio barghigiano, dove nei giorni scorsi c'è stata - ad opera di lupi con molte probabilità - una cospicua strage di pecore: ne sono stati sbranati diversi esemplari all'interno di un ovile). Ma gli attacchi - sostiene ora la Provincia -, possono essere contrastati attraverso interventi di prevenzione e un'informazione più capillare del fenomeno rivolta agli allevatori che, comunque, possono anche accedere agli indennizzi previsti dalla legge per i danni subiti. A comunicarlo è l'assessore provinciale all'agricoltura Alessandro Adami il quale, a maggior ragione dopo i recenti attacchi alle greggi nel territorio comunale di Barga, spiega che «il lupo, secondo la normativa vigente, è tra le specie animali protette su cui, quindi, non possono essere condotti dall'amministrazione interventi di contenimento come invece vengono eseguiti per gli ungulati». Il fenomeno, a livello generale, coinvolge più territori provinciali, tutte le Comunità montane, nonché i servizi veterinari delle singole aziende sanitarie che vi hanno sede. L'ente di Palazzo Ducale e la Comunità montana della Mediavalle, proprio di recente, attraverso un progetto specifico, hanno avviato un'attività di monitoraggio della specie i cui primi risultati confermerebbero una progressiva espansione dell'area in cui possono trovarsi gli esemplari, tanto che dalla zona originaria limitata alla Garfagnana ora i lupi si spostano più a valle, e verso il crinale appenninico, con presenze segnalate anche sul versante delle Alpi Apuane. «Resta da vedere - afferma l'assessore provinciale Adami - se questi attacchi, analizzando i singoli episodi, sono opera solo di lupi oppure di cani inselvatichiti che, talvolta, in branco, attaccano pecore o altri animali». Sul fronte delle azioni di contrasto Adami aggiunge che «la legge regionale sui predatori prevede che nel caso specifico le Comunità montane finanzino dispositivi finalizzati a rendere maggiormente sicuri gli ovili e le zone adibite a pascolo, prevedendo, inoltre, la sottoscrizione di polizze assicurative specifiche. Il progetto varato da Provincia e Comunità montana della Mediavalle, oltre ad un monitoraggio del fenomeno, punta a creare un canale informativo per gli allevatori attraverso una serie di incontri individuali tra tecnici e pastori sui benefici previsti dalla Legge e sulle strategie migliori per difendersi dai lupi». Oltre alla possibilità, continua l'assessore provinciale Adami, «di accedere agli indennizzi, i pastori, quindi, sono indirizzati verso soluzioni di prevenzione per scongiurare l'avvicinamento dei predatori agli ovili e ai luoghi di riparo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
