Il Tirreno

Lucca

Promosso dagli amici di S. Maria del Giudice

Un torneo di calcetto in notturna per non dimenticare Alessio

Alessio Grandi vittima di un terribile incidente
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Alessio Grandi vittima di un terribile incidente

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 LUCCA. Sette ragazzi - tutti amici di Alessio Grandi, 23 anni, il giovane arbitro vittima di un incidente stradale - si sono ritrovati in una casa di S. Maria del Giudice, vicino alla Pieve Vecchia, per ricordare lo studente universitario. Con loro c'era anche un sacerdote, don Mario. Non è stata solo una riunione per rivangare episodi e ricordare momenti indimenticabili passati assieme ad Alessio.  Ma è stato il primo passo per cercare di realizzare qualcosa di concreto per questa frazione, S. Maria del Giudice, considerata spesso e a torto, l'ultima lucchese e la prima pisana.  «Abbiamo deciso di ritrovarci - spiega Marco D'Aurelio - per provare a costituire un'associazione in memoria di Alessio Grandi. Vorremmo che il campo di calcetto sulla provinciale venisse realizzato con l'aiuto del Comune e fosse intitolato ad Alessio. Abbiamo già parlato con l'assessore allo sport Lido Moschini che ci ha garantito il suo interessamento».  Francesco Giusti, Giulia Pagliai, Stefano Balestracci, Federico Lunardi, Tiziano Sardi, Veronica Lorenzoni e Joshua Rudi Bonotti hanno speso tempo e parole per lanciare alcune iniziative in ricordo dell'amico deceduto nella sua Alfa 147 che si è schiantata contro un muro prendendo fuoco.  Si partirebbe già a fine settembre, presumibilmente l'ultima domenica, con un triangolare, forse in notturna, riservato ai ragazzi di Santa Maria del Giudice e di San Lorenzo a Vaccoli oltre che agli amici di Alessio di San Filippo. Buffet per tutti e premiazione finale con sorpresa. Poi c'è la questione della targa da apporre sul luogo dell'incidente, a San Lorenzo a Vaccoli. La proprietaria del muro ha negato il suo assenso all'apposizione della targa in ricordo di Alessio. Così i ragazzi si sono rivolti al presidente della circoscrizione 9, Tommaso Micheletti, affinché riesca a far apporre una lapide sul muro posto sulla curva e prospiciente il punto in cui è avvenuto il terribile incidente. «Abbiamo anche un'altra idea. - continua D'Aurelio - Vorremmo portare una targa in marmo sul monte Penna perché con Alessio, che amava i monti e le scalate, ci siamo andati decine di volte. Lanceremo anche una sottoscrizione e una raccolta di firme per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi. Vogliamo che questo paese si dia una svegliata e cresca altrimenti finirà per svuotarsi di tutte le sue migliori energie».  Idee chiare, progetti concreti. Per non dimenticare Alessio e nel suo nome far rivivere il paese.

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