Resta incandescente il clima nel centrodestra
Fazzi all'assalto di Dinelli «Indicò lui gli assessori»
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Lex sindaco Pietro Fazzi (Pdl) 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Quanto sia difficile il compito del sindaco Mauro Favilla, chiamato a rappacificare le due anime del Pdl che devono garantirgli la maggioranza in consiglio, lo fa capire un nuovo intervento dell'ex sindaco Pietro Fazzi, Pdl, che attacca duramente il capogruppo di Forza Lucca, Maurizio Dinelli. «Ci sono cose talmente semplici ed evidenti che nella foga dell'eloquio (o della chiacchiera) e dell'azione (o del tramestio) sfuggono - dice Fazzi -. Per chi è in maggioranza, l'appoggio leale al sindaco e alla giunta non sono una benigna concessione da centellinare di volta in volta, ma un impegno politico da mantenere perché discende dal voto che nome di quella maggioranza si è chiesto agli elettori per realizzare un programma. «E allora, per quale ragione Dinelli, che nel 2007, nel ruolo di coordinatore comunale, ha indicato al sindaco tutti quelli che secondo i suoi attenti calcoli spettavano a Forza Italia, da qualche mese chiede una "sua" rappresentanza? Forse gli assessori furono indicati da altri? Non risulta. «E le decine di componenti dei vari Cda e collegi dei revisori da chi erano segnalati? Non rientravano anch'essi nei compiti del coordinatore comunale di Forza Italia? Quali sono i fatti nuovi che lo hanno spinto a coinvolgere altri consiglieri nella sua scommessa azzardata? E perché non chiede l'azzeramento di tutti i ruoli? Forse perché dopo una prima operazione di palazzo che si concluderà a breve, spera di scatenare una serie di operazioncine nei "palazzini" dei vari enti?». Per Fazzi «l'unico vero cambiamento evidente (e purtroppo non è un fatto nuovo) è quello della sua opinione. «Che, peraltro, non è cambiata solo nel Comune di Lucca: infatti, anche nell'ambito regionale Dinelli ha fatto un'inversione di marcia e da capogruppo in consiglio regionale, da stretto collaboratore e fiduciario dell'onorevole Denis Verdini, ne è diventato un aspro detrattore. Già, un'altra scommessa dell'eroe, che si dichiara "antiverdiniano" proprio quando impazza una campagna furibonda di delegittimazione e discredito e quando la magistratura ha aperto più filoni di inchiesta. «Nessuno di noi del Pdl in consiglio comunale può essere accusato come lacché del potente di turno, e con libertà d'animo e fedeli al garantismo, abbiamo preso posizione a fianco del coordinatore nazionale, estranei al cinismo di chi calcola anche sulla dignità degli uomini, fermi - e feroci - contro ogni tentativo di sciacallaggio».
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