Il presidio
Nel Novecento produzione in ogni casa
P.T.
◗
Le foglie di gelso date da mangiare ai bachi I contadini portavano i cesti in piazza S. Michele per la vendita
1 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. La bachicoltura oggi è quasi del tutto scomparsa. L'ultimo boom in Italia ci fu nel decennio 1921-30 con una produzione nazionale di 47mila tonnellate di bozzoli e una punta record nel 1924 di 57mila tonnellate. Dopo, la costante diminuzione fino all'abbandono. Nei primi anni del Novecento quasi ogni famiglia di contadini della Piana allevava bachi da seta nella propria casa per poi vendere i bozzoli. Per i mezzadri era l'unico modo per avere un po' di denaro, così, con i loro cesti pieni di bozzoli, andavano in piazza S. Michele per la vendita. E i bozzoli poi andavano nelle fabbriche che filavano la seta: all'inizio dello scorso secolo c'erano 11 filande in Lucchesia, rimaste in funzione fino alla Seconda guerra. Allevare bachi era riservato alle donne e alle bambine, sebbene fosse un lavoro duro e difficile, soprattutto nella fase della trattura, quando dovevano immergere i bozzoli con le mani in acqua bollente. Anche la fase iniziale era affidata alle donne. Dopo aver acquistato i semi da Prospero, in città, le contadine li riponevano in un sacchetto che poi tenevano legato al collo per favorire la schiusa delle uova.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
