Il Tirreno

Lucca

«L'azienda è scorretta», sindacati infuriati

Lo stabilimento Alce dove nascerà una centrale a biomasse
◗
Lo stabilimento Alce dove nascerà una centrale a biomasse

Chieste alle società integrazioni salariali per gli addetti

3 MINUTI DI LETTURA





 BAGNI DI LUCCA. Alce ha un comportamento sindacalmente scorretto, dicono Fistel Cisl ed Slc Cgil. E rimarcano una richiesta: dopo un anno di cassa integrazione a zero ore, sarebbe bene che l'azienda acconsenta a una integrazione salariale a sostegno del reddito». «È sconcertante - aggiungono i sindacati con Rsu ed Rls - apprendere dalla stampa che Alce ha chiesto, pur nel pieno dei suoi diritti e possibilità, una serie di modifiche all'autorizzazione ottenuta per l'impianto a biomassa, ottenendo, di fatto, la riapertura del procedimento con conseguente convocazione della Conferenza dei servizi. Sindacalmente riteniamo questo un comportamento da censurare nella forma nei contenuti e nella sostanza».  «Ricordiamo alla proprietà dell'Alce e a tutto il management, che il senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori è vincolato esclusivamente alla difesa dei livelli occupazionali, quindi è bene che Alce rispetti innanzi tutto il ruolo di Rsu ed Rls aziendali e il loro diritto all'informazione preventiva soprattutto nell'ambito di una vertenza lunga e complessa com'è quella che interessa l'Alce. Per noi - aggiungono - ambiente e sicurezza sono elementi primari di benessere, quindi bene ha fatto la conferenza dei servizi a dire no alle modifiche richieste rispetto all'autorizzazione unica. Si invita Alce a ottemperare agli impegni assunti nei protocolli sottoscritti in sede istituzionale e contrattuale e ad adoperasi per trovare soluzioni che permettano a tutti i lavoratori di essere ricollocati nelle attività alternative previste, a seguito della chiusura della cartiera».  Sulla vicenda interviene anche Legambiente, attraverso il presidente del circolo di Lucca Michele Urbano, il quale esprime «una considerazione sulle dichiarazioni dell'ad di Alce Maurizio Varraud di ieri. Troviamo singolare che si stupisca con noi di prescrizioni poste da altri, nella fattispecie dalla Provincia stessa, che riguardano norme per realizzare nuovi impianti (non la riconversione di impianti esistenti e quello di Alce è un nuovo impianto) come ad esempio l'impianto termoelettrico che Alce vorrebbe costruire. È proprio l'assenza totale del rispetto delle aree fluviali e delle loro pertinenze che ha portato all'aumento del rischio idraulico ed alla compromissione dell'acquifero della Media Valle, che è certificato essere a rischio per lo stato chimico dalla Regione Toscana (e non da Legambiente). Non è più possibile pensare di procedere come un secolo fa nello sfruttamento del territorio, anche perchè le conoscenze si sono evolute e non è saggio perseverare in comportamenti lesivi per gli interessi della collettività. È proprio dal rispetto di questi principi che è nata nel 2001 la programmazione provinciale con il piano territoriale di coordinamento, per attuare la salvaguardia dei caratteri ambientali del nostro territorio e per promuovere lo sviluppo sostenibile. Legambiente chiede semplicemente il rispetto delle leggi esistenti e spiegazioni alle autorità competenti sulla vulnerabilità dell'acquifero (vedi articolo 27 del Ptc) completamente ignorato nel corso dell'istruttoria da varie amministrazioni (in primis la Provincia e in seconda battuta l'Autorità di Bacino)».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web