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Attentato alla falegnameria Della Bidia
Due malviventi cercano di appiccare il fuoco all'azienda del gestore del Centro Ippico
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LUCCA. Volevano dar fuoco alla falegnameria Claudio Della Bidia di via del Caporale a Sant'Alessio. E soltanto una fortunata circostanza ha impedito alle fiamme di alimentarsi e distruggere il capannone causando danni per milioni. Un'azione intimidatoria che i fratelli Andrea e Federico Della Bidia non sanno spiegarsi se non con vicende estranee alla loro attività professionale. Vicende forse legate alla «guerra» in corso sul Centro Ippico Lucchese gestito proprio da Federico Della Bidia. «Minacce però non ne ho ricevute - sottolinea l'artigiano - Ci è andata bene perché, ad esser pignoli, il danno ammonta a 1000 euro, visto che il fuoco ha annerito il portone della zona verniciatura. Ma cosa sarebbe accaduto se le fiamme fossero penetrate all'interno dove si trovano diluenti e solventi? Non ci voglio pensare. Sono ancora sotto choc voglio riflettere meglio su quanto mi sta accadendo in questo frangente». L'ATTENTATO Di certo, al momento, c'è il tentativo di appiccare il fuoco alla falegnameria artigiana compiuto sabato poco dopo le 21.30. Stando alla testimonianza di una donna - che abitano a poche decine di metri dall'azienda a conduzione familiare - due individui sarebbero scesi da un'auto tenendo in mano una tanica. In pochi istanti avrebbero versato la benzina contenuta nel recipiente vicino a una porta della ditta per poi appiccare il fuoco, risalire in auto e allontanarsi a tutta velocità. L'oscurità avrebbe impedito alla testimone di distinguere sia il modello dell'auto che il numero di targa. Ma la donna, in compagnia di un'altra persona, sarebbe comunque uscita di casa e avrebbe contribuito a spegnere il rogo. Avrebbe spento una coperta in fiamme, già prima dell'arrivo dei pompieri. Così i vigili del fuoco - arrivati sul posto in meno di dieci minuti - con gli idranti hanno spento le fiammelle trovate ancora accese. MINACCE E INDAGINI Sulla natura e la dinamica del rogo è la polizia che sta svolgendo accertamenti. Sul posto è intervenuta la scientifica che avrebbe sequestrato degli oggetti. Forse addirittura la tanica contenente il liquido infiammabile usato per appiccare il fuoco. Restano, comunque, tanti gli interrogativi a cui procura e polizia dovranno dare una risposta. Perché l'atto di sabotaggio alla falegnameria di Della Bidia avviene 5 giorni dopo il piccolo rogo scoppiato nella rimessa del Centro Ippico Lucchese in via della Scogliera che ha mandato in fumo un paio di presse di fieno. I pompieri sono intervenuti su segnalazione di una ragazza che aveva il cavallo in quell'area e sono riusciti a circoscrivere le fiamme. In quella circostanza un'istruttrice del Centro Ippico parlò chiaramente di «atto d'intimidazione» avvenuto mentre è in corso una diatriba tra i gestori del centro (di proprietà del Comune) e i proprietari dei cavalli. E proprio sulla «querelle» legata al Centro Ippico che si muove anche la magistratura con un'inchiesta affidata al sostituto procuratore Antonio Mariotti. Da una parte Federico Della Bidia che accusa i proprietari dei cavalli di occupazione abusiva del centro e di ostruzionismo della propria attività, dall'altra i padroni degli animali riuniti nell'associazione Eneide che insistono sulla carenza dei servizi e lo accusano di inadempienze. Il falegname, al momento, è indagato dalla Procura per occupazione abusiva e smaltimento a cielo aperto di letame misto a rifiuti speciali di un piccolo cantiere all'interno dell'area che ad oggi è ancora sotto sequestro. L.T.
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