Italia
Circuisce l'anziana, la badante diventa l'erede milionaria
◗
Una badante in servizio (foto d’archivio)2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Era diventata l'unica erede di un patrimonio di svariati milioni di euro costituito da case e appartamenti ad Altopascio, Montecarlo e Torino e da conti correnti in istituti di credito della Lucchesia. Ma adesso la badante moldava - 50 anni, domiciliata a Chiesina Uzzanese - dovrà rinunciare a tutti quei beni e non vedrà un soldo. È stata condannata dal tribunale a 2 anni di reclusione e 600 euro di multa per circonvenzione d'incapace. Per il giudice Letizia Di Grazia, Tatiana Lucasciuc si era approfittata dello stato d'infermità dell'anziana che assisteva - affetta da cecità e da oltre un anno da demenza senile - inducendola a redigere un testamento olografo a proprio favore e in danno degli eredi.
IL PRIMO TESTAMENTO Livia Pallini, nata a Montecarlo il 10 agosto 1915, l'8 febbraio 1999 nello studio del notaio Gaetano Raspini deposita il suo testamento olografo. Nomina eredi le sorelle minori Larina e Lina, la nipote Marisa Arrigoni, il nipote Mauro Macchi, l'amica Lorena Nelli e la Misericordia di Montecarlo. Ai parenti, gli amici e l'associazione - in parti diverse - andranno i due appartamenti, il negozio e il garage in piazza Gramsci ad Altopascio, l'abitazione del coniuge defunto a Montecarlo, la sua casa in via Micheloni sempre a Montecarlo, un altro immobile in via Bertolet a Torino e i depositi bancari e i beni mobili. Patrimonio che supera abbondantemente i tre milioni di euro.
ARRIVA LA BADANTE Quasi 4 anni dopo i parenti decidono di far assistere Livia Pallini, ormai quasi novantenne, a una badante. Anche perchè il 20 gennaio 2003 la pensionata viene sottoposta a una serie di controlli medici che riscontrano una serie di problemi: dallo scompenso cardiaco cronico al deterioramento mentale senile. È incapace di spostarsi da sola, di fare acquisti, di prendere farmaci, di maneggiare soldi. Così arriva, dalla vicina Chiesina Uzzanese, Tatiana Lucasciuc.
TESTAMENTO FALSO Dal 2003 al 4 luglio 2006 la donna moldava vive costantemente a contatto con l'anziana. E, stando all'accusa, la induce a redigere un testamento olografo a proprio favore pubblicato nel settembre 2006 nello studio notarile Raffaele Lenzi di Montecatini. Si tratta di quattro scritti della pensionata deceduta a 91 anni che iniziano con le parole «ti lascio» e terminano con la parola «figlia». Testamento che non presenta abrasioni e cancellazioni. Ma che viene subito contestato dagli eredi difesi, tra gli altri, dall'avvocato Lodovica Giorgi. Parte un esposto-denuncia alla procura della Repubblica e l'indagine viene affidata al sostituto procuratore Benedetta Parducci che, dopo una serie di accertamenti e testimonianze, chiede e ottiene il rinvio a giudizio della badante.
IL PRIMO TESTAMENTO Livia Pallini, nata a Montecarlo il 10 agosto 1915, l'8 febbraio 1999 nello studio del notaio Gaetano Raspini deposita il suo testamento olografo. Nomina eredi le sorelle minori Larina e Lina, la nipote Marisa Arrigoni, il nipote Mauro Macchi, l'amica Lorena Nelli e la Misericordia di Montecarlo. Ai parenti, gli amici e l'associazione - in parti diverse - andranno i due appartamenti, il negozio e il garage in piazza Gramsci ad Altopascio, l'abitazione del coniuge defunto a Montecarlo, la sua casa in via Micheloni sempre a Montecarlo, un altro immobile in via Bertolet a Torino e i depositi bancari e i beni mobili. Patrimonio che supera abbondantemente i tre milioni di euro.
ARRIVA LA BADANTE Quasi 4 anni dopo i parenti decidono di far assistere Livia Pallini, ormai quasi novantenne, a una badante. Anche perchè il 20 gennaio 2003 la pensionata viene sottoposta a una serie di controlli medici che riscontrano una serie di problemi: dallo scompenso cardiaco cronico al deterioramento mentale senile. È incapace di spostarsi da sola, di fare acquisti, di prendere farmaci, di maneggiare soldi. Così arriva, dalla vicina Chiesina Uzzanese, Tatiana Lucasciuc.
TESTAMENTO FALSO Dal 2003 al 4 luglio 2006 la donna moldava vive costantemente a contatto con l'anziana. E, stando all'accusa, la induce a redigere un testamento olografo a proprio favore pubblicato nel settembre 2006 nello studio notarile Raffaele Lenzi di Montecatini. Si tratta di quattro scritti della pensionata deceduta a 91 anni che iniziano con le parole «ti lascio» e terminano con la parola «figlia». Testamento che non presenta abrasioni e cancellazioni. Ma che viene subito contestato dagli eredi difesi, tra gli altri, dall'avvocato Lodovica Giorgi. Parte un esposto-denuncia alla procura della Repubblica e l'indagine viene affidata al sostituto procuratore Benedetta Parducci che, dopo una serie di accertamenti e testimonianze, chiede e ottiene il rinvio a giudizio della badante.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
