Il Tirreno

Lucca

L’INIZIATIVA

Si cercano finanziatori privati per coprire la quota comunale

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 LUCCA. Caccia ai co-finanziatori del Piuss, il piano da 50 milioni di euro, sostenuto al 60% da fondi dell'Unione Europea (erogati tramite Regione) e per il 40% da risorse proprie dei Comuni.  In via cautelare l'amministrazione comunale ha già previsto in bilancio il mutuo da contrarre per finanziare i 15 milioni a proprio carico, a sostegno dei progetti del Piuss che già godono dei contributi comunitari. Ma l'obiettivo, già in questa prima fase, è di trovare finanziatori (privati) per si accollino la quota parte che altrimenti dovrebbe sborsare la pubblica amministrazione con un mutuo "flessibile": un prestito per il quale si pagano gli interessi solo sulla cifra che viene effettivamente spesa. In sostanza, il Comune ha la possibilità di contrarre un mutuo di 15 milioni: se, però, troverà co-finanziamenti per 8 milioni, potrà accendere un prestito da 7 milioni. E pagherà gli interessi non su tutta la cifra, ma sui milioni utilizzati di volta in volta.  Per trovare i co-finanziatori, il Comune dovrà predisporre il «programma complesso di riqualificazione insediativa e preparare uno studio di fattibilità economico-finanziaria degli interventi previsti». Considerate le manifestazioni di interesse presentate all'inizio del percorso del Piuss, secondo il Comune non dovrebbe essere difficile trovare soggetti interessati a investire in questo piano di riqualificazione delle aree e degli edifici degradati del centro storico, a cominciare dalla ex Manifattura tabacchi, destinata a diventare un centro di cultura, formazione, spettacolo e tecnologia.  La ricerca dei finanziamenti privati per i primi 11 progetti del Piuss non è l'unica priorità del Comune. Nelle prossime settimane, infatti, Palazzo Orsetti dovrà anche effettuare la «progettazione definitiva delle operazioni funzionali ammesse a finanziamento, ma non finanziate nella prima fase». La progettazione dovrà riguardare le piazze attrezzate ad uso «mercatale e la valorizzazione delle Mura». La progettazione definitiva per il recupero di un'ala di palazzo Ducale (terzo progetto da finanziare) compete, invece, alla Provincia che è proprietaria dell'immobile.

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