Il Tirreno

Lucca

Tagli al trasporto pubblico, protestano nove capoluoghi

B.A.
Tagli al trasporto pubblico, protestano nove capoluoghi

Anche Lucca nel gruppo. Chiari: abbiamo firmato un documento da inviare al ministero

2 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Nove comuni capoluogo toscani su dieci firmano la protesta per il taglio di risorse destinate al trasporto pubblico locale. Nel gruppo c'è anche il Comune di Lucca, rappresentato dall'assessore Marco Chiari. Unico assente, quello di Firenze. «Dei 500 milioni richiesti a livello regionale, al momento ne sono disponibili 300, il 40 per cento in meno - dice Chiari -. A Lucca ne mancano 14».  Ecco spiegato il perché del blocco della gara per il trasporto pubblico urbano. «Non possiamo prevedere un servizio per una certa cifra e poi non poterla coprire. Finirebbe che il vincitore della gara non potrebbe svolgere il servizio e che l'amministrazione dovrebbe pagare una penale», continua Chiari.  Il documento di protesta dei nove comuni capoluogo toscani, firmato dai rispettivi assessori a viabilità e trasporti (il capofila è l'assessore Maurizio Bettini di Livorno), è un atto forte.  «Abbiamo presentato le nostre rimostranze alla Regione, nella persona dell'assessore Luca Ceccobao, ma in realtà non sono dirette a questo ente, che invece, su nostra richiesta, dovrà farle pervenire al ministero competente - spiega Chiari -. Chiediamo di non dimenticarsi di finanziare il trasporto su gomma, privilegiando solo quello su rotaia, compresa la tramvia di Firenze».  Nel documento, i firmatari fanno leva sul fatto che «il trasporto pubblico locale rappresenta una risorsa strategica nello sviluppo della mobilità urbana sostenibile», uno degli strumenti fondamentali per contrastare la crescita continua del numero di macchine in circolazione (3,75% in un anno nei comuni capoluogo). Inoltre, si sottolinea come «il trasporto pubblico locale è storicamento un servizio sociale per chi non dispone dell'auto e risolve i nuovi fabbisogni di mobilità delle famiglie con i mezzi collettivi». Non solo. Non si può dimenticare che «la quasi totalità dei lavoratori delle aziende di trasporto pubblico locale è rappresentato da personale dipendente a tempo indeterminato, per cui la vicenda è legata all'impiego di personale delle aziende. In un momento di crisi come quello attuale è compito fondamentale delle pubbliche amministrazioni garantire l'occupazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino