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Richiesta di canone, ma non hanno la tv
Recapitato in ufficio un bollettino di pagamento per 195,73 euro
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LUCCA. Una quindicina di avvocati che hanno il loro studio nel centro storico si sono visti recapitare in ufficio un insolito bollettino. A inviare la missiva la Rai che pretendeva il pagamento dell'abbonamento speciale: 195,73 euro. Una cifra extra rispetto a quella prevista dal canone in quanto farebbe riferimento al secondo apparecchio tv collocato non in un'abitazione, ma in uno studio professionale. La busta con all'interno il bollettino di pagamento è arrivata persino al consiglio d'ordine forense.
«All'inizio - dice un avvocato - pensavo a uno scherzo. Ma dopo qualche minuto mi sono reso conto che era tutto vero. La Rai ci chiedeva il pagamento di un abbonamento speciale come se nel mio studio o nello studio di altri colleghi ci fosse una televisore e noi comodamente stessimo tutto il giorno a guardarci partite di calcio, film o fiction. A quel punto ho preso il telefono e ho composto il numero della sede Rai di Firenze visto che, negli estremi della missiva, per reclami e proteste doveva chiamare la sede toscana».
Dall'altro capo del filo non senza imbarazzi ha risposto un'impiegata. «Sono stato molto esplicito: ho detto che stavano raschiando il fondo del barile e che avremmo inoltrato una protesta formale. - prosegue il legale - Devo dire che dall'altra parte c'è stata gentilezza e comprensione. D'altronde negli ultimi giorni avevano ricevuto centinaia di telefonate da parte di professionisti toscani tutti alle prese con lo stesso problema: l'abbonamento speciale per la tv nello studio professionale. Il tutto senza fare il minimo controllo. Morale? Mi hanno detto di far finta di non aver ricevuto niente».
«All'inizio - dice un avvocato - pensavo a uno scherzo. Ma dopo qualche minuto mi sono reso conto che era tutto vero. La Rai ci chiedeva il pagamento di un abbonamento speciale come se nel mio studio o nello studio di altri colleghi ci fosse una televisore e noi comodamente stessimo tutto il giorno a guardarci partite di calcio, film o fiction. A quel punto ho preso il telefono e ho composto il numero della sede Rai di Firenze visto che, negli estremi della missiva, per reclami e proteste doveva chiamare la sede toscana».
Dall'altro capo del filo non senza imbarazzi ha risposto un'impiegata. «Sono stato molto esplicito: ho detto che stavano raschiando il fondo del barile e che avremmo inoltrato una protesta formale. - prosegue il legale - Devo dire che dall'altra parte c'è stata gentilezza e comprensione. D'altronde negli ultimi giorni avevano ricevuto centinaia di telefonate da parte di professionisti toscani tutti alle prese con lo stesso problema: l'abbonamento speciale per la tv nello studio professionale. Il tutto senza fare il minimo controllo. Morale? Mi hanno detto di far finta di non aver ricevuto niente».
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