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Piuss, regole negli appalti per tutelare le ditte locali dai colossi del mattone
Il.Bo.
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LUCCA. A dare lavoro alle imprese locali dell'edilizia (a partire dal 2011) può essere il Piuss, il piano di riqualificazione urbana dei centri storici, finanziato dalla Regione con fondi comunitari. E questo può accadere sia a Lucca che a Viareggio, i due Comuni che, in Lucchesia, hanno ottenuto decine di milioni di euro dell'Unione Europea. Ma a una condizione: che le gare d'appalto siano bandite con criteri che, pur rispettando la legge, garantiscano le imprese locali dalla concorrenza dei colossi dell'edilizia. E su questo - sottolinea Stefano Varia, presidente di Ance Toscana, l'Associazione nazionale dei costruttori edili - possono, anzi devono, vigilare i Comuni. «Per evitare che da queste gare milionarie siano escluse le imprese locali e che arrivi la grande impresa di turno a far man bassa dei lavori - spiega Varia - ci sono due criteri da far inserire nei bandi: il primo è che l'aggiudicazione avvenga in base al principio dell'offerta economicamente più vantaggiosa e non al massimo ribasso; il secondo è che si introduca il concetto di "tornata di gara", per evitare che una sola impresa vinca tutti o buona parte degli appalti». OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA In base a questo criterio - ricorda Varia - i lavori vengono assegnati «non a chi applica lo sconto più alto, con il rischio che l'eccesso di ribasso non consenta di ultimare l'opera, ma a chi presenta una proposta con il miglior rapporto qualità-prezzo. Come Ance Toscana avevamo ottenuto che questo criterio venisse inserito come obbligatorio nella legge regionale sugli appalti. Solo che si è opposto il Governo e ora la normativa indica che gli enti debbano ricorrere prevalentemente e preferibilmente ma non obbligatoriamente al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa». Comunque - evidenzia Varia - il principio «di fondo resta. E spetta ai Comuni decidere se adottarlo o, nel caso di Lucca, far pressioni sul Provveditorato alle Opere pubbliche affinché lo adotti, visto che Palazzo Orsetti ha deciso di affidare a questo ente l'indizione delle gare d'appalto del Piuss». Con una scelta che - ammette Varia - alla luce delle inchieste in corso, potrebbe anche suscitare qualche perplessità. TORNATA DI GARA. È un criterio in base al quale, l'amministrazione che indice più gare per appaltare più lavori, stabilisce di affidare un solo intervento alla stessa impresa. «In sostanza - spiega Varia - se nel caso del Piuss di Lucca si dovessero indire una quindicina di gare e un'impresa risultasse aggiudicataria del primo appalto, l'amministrazione potrebbe decidere di non aprire le buste con le offerte che l'azienda ha presentato anche per gli altri interventi. Questo è un criterio discrezionale, ma viene applicato quando si vuole evitare che a fare incetta di appalti siano grandi imprese di fuori a discapito di imprese locali che pure sono solide». In sostanza, un criterio del genere dovrebbe evitare che i grandi appalti siano sempre affidati a ditte di fuori provincia o regione «impedendo che i benefici della rimessa in moto del settore ricadano sul territorio». Il timore, del resto, non è infondato considerando che anche l'anno scorso, oltre il 50% degli appalti toscani sono stati assegnati a imprese non toscane: «Questo fenomeno è più contenuto a Lucca - conclude Varia - dove ci sono imprese (grandi) solide, ma non è affatto assente. Perciò i Comuni devono provare a tutelare le aziende locali in sede di appalto degli interventi previsti dal Piuss».
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