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Scuole in rivolta: scatta il boicottaggio dei moduli-mensa
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Il centro unico di cottura a san Filippo 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il costo del pasto resterà a 4 euro. Parola di assessore alla pubblica istruzione, Donatella Buonriposi. Sul sistema di pagamento e la «modulazione» delle tariffe - in base al reddito o ai componenti del nucleo familiare - tutto è ancora da decidere. Se ne parlerà nella riunione congiunta fra le commissioni sociale e pubblica istruzione, fissata per il 7 giugno alle 9,30. Nel frattempo il Comune invierà alle famiglie una nuova lettera con le istruzioni sulla mensa. Resta da vedere, però, se queste istruzioni, serviranno a placare gli animi dei genitori degli alunni, sul piede di guerra non solo per l'aumento ma anche per l'impossibilità di essere rimborsati nel caso di assenza dei figli per meno di dieci giorni da scuola. Dopo le proteste di Mutigliano, Salicchi e San Marco, ora si muovono anche le famiglie della elementare di San Vito, della elementare Fornaciari a San Filippo e della materna dell'Arancio. In un fax i genitori scrivono: «A seguito della ricezione dei moduli per la conferma dell'iscrizione al servizio mensa per il prossimo anno scolastico (e non per una indagine conoscitiva così come riportato sul sito www.comune.lucca.it) avvenuta in modo del tutto strano, abbiamo deciso, come forma di protesta, di non riconsegnare i moduli firmati. Troviamo, infatti, esagerato l'aumento sul costo di ogni singolo pasto, nonostante i prezzi in altri comuni della provincia siano ancora più bassi (a Capannori 2,50 euro). Fuori luogo sono anche il pagamento anticipato del servizio imposto ancora prima di conoscerne i miglioramenti e il tempo limitato dato per chiedere il rimborso dei pasti non fruiti». Tutti i chiarimenti, assicura l'assessore Buonriposi, saranno contenuti nella nuova comunicazione alle famiglie, perché le prime lettere spedite erano sbagliate, a causa della «comunicazione poco efficace e intempestiva da parte dei dirigenti comunali, forse per la fretta di inviare subito le comunicazioni alle famiglie, per la chiusura imminente delle scuole». Anzi secondo l'assessore Buonriposi le lettere riviste e corrette sono anche già state inviate. Ma quali che siano le modalità di pagamento che verranno deliberate dalle commissioni, l'aumento del 30% del servizio è confermato. Anche perché - evidenzia l'assessore «il nuovo sistema di preparazione dei pasti con il centro unico di produzione di San Filippo ci verrà a costare 1,2 milioni l'anno e almeno la metà di questa cifra dobbiamo recuperarla dalle famiglie». Ma «l'indicazione di non pagare - continua l'assessore - per protestare contro le novità introdotte è scorretta. Non si può istigare a non rispettare la legge. Bisogna sempre seguire i metodi democratici, usare il dialogo con le istituzioni per cambiare ciò che riteniamo sia sbagliato». Anche perché - tiene a precisare Donatella Buonriposi - sicuramente verrà confermata l'agevolazione per le famiglie numerose: il pasto del secondo figlio verrà a costare l'80% (3,20 euro) e quello del terzo sarà gratis. Ma per permettere «che le agevolazioni vengano calcolate per ogni nucleo familiare è necessario che le famiglie compilino il modulo spedito a casa». Le famiglie, però, non sembrano intenzionate a cessare il boicottaggio del modulo, almeno fino a quando non avranno garanzie su pagamenti e rimborsi. «Per quanto riguarda il passaggio dal pagamento con il singolo buono pasto al pagamento con abbonamento mensile - precisa il Comune in una nota - non c'è ancora nulla di definitivo, visto che l'applicazione scatterà, comunque, dal prossimo anno scolastico (da settembre, in sostanza) e non sono ancora state specificate le modalità per il recupero dei pasti non consumati». Insomma, anche la questione dei rimborsi dovrebbe essere rivista perché - assicura l'assessore Buonriposi - le modalità «per il recupero dei pasti non consumati saranno sicuramente valutate». Il problema, però, sarà poi avvertire delle nuove scelte le famiglie, specie se saranno adottate a scuola finita.
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