Preso latitante che si spacciava per badante
Smascherato immigrato sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Un immigrato che cercava di spacciarsi per badante e sul quale pendeva un mandato di cattura europeo; uno spacciatore, coinvolto nella morte di Renzo Soldati (un'overdose nel marzo del 2009) e un bosniaco che doveva scontare una pena per guida in stato di ebrezza. Abdelaziz Laarif, 50 anni, per l'accusa faceva parte di un'organizzazione parigina di spacciatori. Era riuscito a sfuggire al blitz della polizia francese che aveva sgominato la banda. Il tribunale di Bobigny lo aveva comunque condannato, nell'ottobre 2008, a 4 anni di reclusione. Ma il marocchino aveva fatto perdere le proprie tracce. La questura di Lucca è riuscito a rintracciarlo: si era trasferito a Castelnuovo e voleva fare il badante, o almeno per questo aveva fatto richiesta in prefettura. I dati forniti in quella richiesta, seppur leggermente modificati, hanno consentito alla polizia di risalire alla sua vera identità. L'uomo è stato arrestato e portato a S. Giorgio. Anche per Giuseppe Ferrante, 33 anni, detto Dollaro, si sono aperte le porte del carcere. L'uomo, residente a Capannori, deve scontare un anno e 3 mesi di reclusione. Per i giudici è responsabile di tre diversi episodi legati allo spaccio di stupefacenti. Una delle dosi sarebbe quella venduta a Renzo Soldati, il fabbro deceduto nel marzo del 2009. L'altro uomo arrestato è Nedelico Verescuk, 38enne cittadino bosniaco residente ad Altopascio, sul quale pendeva un ordine di carcerazione del tribunale di Massa per guida in stato di ebrezza. Un mese la pena che dovrà scontare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google