Abuso d'ufficio, i giudici del tribunale assolvono un ex impiegato delle Poste
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Un ufficio postale (archivio) 1 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Si chiude con un'assoluzione con formula piena l'odissea di un ex dipendente delle Poste - che alla fine degli anni Sessanta giocò anche nel settore giovanile del Bologna - accusato di abuso d'ufficio. Il sessantenne, per l'accusa, aveva favorito la regolarizzazione di un extracomunitario, dipendente di un'impresa edile, a discapito di un altro immigrato che aveva fatto partire un esposto-denuncia nei suoi confronti. Una vicenda che risale al marzo 2006 e che il collegio giudicante ha ritenuto del tutto inverosimile. L'ex impiegato pubblico per l'accusa aveva favorito la regolarizzazione di un immigrato marocchino perchè l'azienda dove era impiegato stava effettuando lavori di restauro nell'abitazione dell'ex moglie. All'epoca dei fatti il legale dell'indagato, avvocato Giampiero Bisordi, si oppose al decreto penale di condanna e scelse il processo davanti al collegio del tribunale per dimostrare che l'impiegato dell'ufficio postale non aveva violato i doveri di imparzialità e quelli legati al decreto ministeriale «flussi». Per i giudici del tribunale, che hanno accolto la richiesta del legale, non c'è stato alcun vantaggio patrimoniale per l'immigrato, derivante dalla certezza della regolarizzazione, e contestualmente non è stato recato un danno al un cingalese - rientrato nei flussi e che ha ottenuto la regolarizzazione - che era in fila allo sportello postale in attesa di far domanda.
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