Italia
Arriverà dopo la metà di giugno il primo albo degli educatori per aprire i nidi a domicilio
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Bambini in un nido (foto darchivio) Sono in corso le selezioni: in 43 aspirano a questa qualifica Giovedì in programma i colloqui di chi ha presentato il curriculum
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LUCCA. L'albo sarà pubblicato dopo la metà di giugno, ma i test e i colloqui per ottenere la "patente" di educatore per i nidi domiciliari sono in corso in questi giorni. Sono una quarantina le persone che aspirano a ottenere dalla commissione zonale (della Piana) l'autorizzazione ad aprire nidi a domicilio, per poter tenere fino a 5 bambini. I canali di iscrizione all'albo degli educatori - spiega la pubblica istruzione - sono due. Intanto, c'è quello delle 20 persone che hanno seguito il corso (con tirocinio) organizzato dalla cooperativa So&Co e che giovedì pomeriggio hanno effettuato il test finale. Poi c'è il canale delle 23 persone che, in base al bando pubblicato dal Comune, hanno presentato un curriculum alla commissione zona, e sono state ammesse al colloquio previsto giovedì prossimo. Se tutti supereranno i test, verrà costituito per la Piana di Lucca l'albo degli educatori domiciliari con 43 professionisti iscritti. In base alla normativa in vigore, questi educatori potranno o organizzare micro-nidi nella propria abitazione (a patto che abbia requisiti di legge) oppure gestire micro-nidi organizzati nell'abitazione di uno dei bambini seguiti. Anche in questo caso, la casa utilizzata come sede del nido domiciliare deve rispondere a una serie di requisiti di sicurezza, di dimensioni, di caratteristiche igienico-sanitarie imposte dalla legge. Questa, però, non è l'unica iniziativa portata avanti dal Comune per ampliare e migliorare i servizi per la prima infanzia. Grazie a un contributo regionale di oltre 115mila euro, infatti, l'amministrazione comunale ha effettuato corsi di formazione che dovrebbero essere riconfermati anche per il prossimo anno scolastico. Per la precisione, i corsi organizzati sono stati due, uno per impiegati pubblici e uno per gli educatori dei nidi privati autorizzati. Quello per dipendenti comunali è stato un corso finalizzato a preparare «18 educatrici, per l'acquisizione di competenze relazionali specifiche per la conduzione di gruppi di adulti, in modo da arrivare alla creazione di un gruppo di operatori qualificati alla gestione di retta di progetti e interventi di educazione familiare». Il corso per i nidi privati autorizzati è stato rivolto a 25 educatrici «per un miglioramento dell'offerta formativa nei servizi anche al fine di favorire nuovi accreditamenti e il coinvolgimento nelle linee guida dei servizi pubblici». In sostanza, i corsi - tenuti da Fabrizia Nicolai (educatrici comunali) e Simonetta Terlizzi (educatrici private) - hanno puntato a migliorare la preparazione delle insegnanti e a uniformare il livello dei servizi nelle scuole pubbliche e private, in modo che l'offerta per i bambini da 0 a 3 anni sia buona su tutto il territorio. E visto il successo ottenuto da questi corsi di formazione (gratuite anche le lezioni per le educatrici dei nidi privati), il Comune presenterà di nuovo domanda per ottenere i fondi regionali e poter bissare l'esperienza il prossimo anno. «Il nostro obiettivo - concludono alla pubblica istruzione - è proseguire con questi corsi per garantire a tutti i bambini dei nidi pari opportunità formative. E le possono avere solo se anche le educatrici hanno un livello di formazione simile».
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