Il Tirreno

Lucca

Affidamento di 30 anni con una spesa di 50 milioni

Via libera per la società Sinergo che gestirà i servizi dell'energia

Nadia Davini
Una seduta del consiglio comunale
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Una seduta del consiglio comunale

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 LUCCA. Approvato con i soli voti della maggioranza, il Pd non ha partecipato al voto mentre Rc e Governare Lucca hanno votato contro, l'atto di indirizzo per l'affidamento della gestione del servizio integrato energia a Gesam per i prossimi trent'anni, con una spesa di oltre 50 milioni. Il Comune affiderà a Gesam il compito di creare una nuova società (Sinergo) per gestire tutti i servizi legati all'energia, dalla manutenzione dei lampioni alla realizzazione di impianti fotovoltaici.  L'obiettivo sarebbe il risparmio energetico, a detta del sindaco Mauro Favilla e dei capigruppo di maggioranza. Ma non la pensa così l'opposizione. «La questione dell'energia è molto seria - spiega Vincenzo Giorgi di Governare Lucca -. E anche molto appetibile. Affidarne la gestione con la creazione di nuove società che non conoscono il nostro territorio è un passo dubbio. Inoltre vorrei ricordare come sia stato proprio il consigliere Dinelli (Pdl) a far votare alla giunta un documento in cui si esprimeva contrarietà alla costituzione di nuove società».  E perché affidare un servizio per così tanto tempo per una spesa complessiva di 53 milioni e 900mila euro? «30 anni sono un vincolo troppo lungo - continua Antonio Sichi, Rc -, per un tema in continua evoluzione. Si tratta inoltre di una società di cui non sappiamo assolutamente niente, ma alla quale, però, il Comune intende affidare un argomento così importante come il fotovoltaico per una cifra imponente. La fretta sembra determinata proprio dalla volontà di acquistare un campo a Porcari per installare l'impianto fotovoltaico. Il problema è che se l'impianto non viene messo in funzione entro il 31 dicembre salta il conto energia previsto dal Governo. E addio soldi. La gestione della pubblica illuminazione e del calore negli edifici comunali erano già di competenza di Gesam: il contratto è scaduto il 30 settembre scorso, quindi la fretta non è dettata da queste due competenze».  Sulla stessa onda il capogruppo del Pd, Alessandro Tambellini. «Sarebbe più giusto se l'amministrazione spiegasse il perché dell'operazione: il servizio calore e la pubblica illuminazione non c'entrano niente. Con la vendita dell'energia all'Enel attraverso il fotovoltaico si ottengono i soldi per rifare la pubblica illuminazione. La produzione di energia con il fotovoltaico è un impegno dettato da esigenze economiche. Due anni fa presentammo un ordine del giorno in cui si impegnava il Comune a sviluppare un piano di illuminazione pubblica. Piano mai iniziato».

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