Il Tirreno

Lucca

Domani sera concerto de “Le storie sbagliate” a Ponte a Moriano

Musica e poesia di De Andrè per l'alluvione dell'Oltreserchio

Nadia Davini

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 LUCCA. De Andrè cantautore, De Andrè poeta, De Andrè narratore di storie sbagliate, di ladri, di pazzi, di puttane, di soldati, di assassini. Ma "le storie sbagliate" è anche un progetto, un collettivo musicale, nato nel 2009 dalla passione di otto musicisti che domani al teatro Comunale di Ponte a Moriano, alle 21,15,, propongono un concerto per l'Oltreserchio.  I musicisti appassionati della musica e della poesia di De Andrè sono Claudio Andreotti, voce, Luigi Buchignani, chitarre e voce, Benedetta Graziani, voce e percussioni, Lorenzo Giovannelli, viola, Luca Martinelli, tastiere e programmazione, Gabriele Andreotti, chitarra solista, classica e cori, Alessandro Bertolucci, basso, Gabriele Del Mugnaio, batteria. Un gruppo. Più esperienze messe a confronto e mescolate. E un'idea: realizzare uno spettacolo, "Caro Fabrizio..." per ripercorrere alcuni dei passi più importanti della carriera del cantautore, dagli esordi con "Volume I" fino a "Anime Salve" e devolvere il ricavato (8 euro il biglietto intero, 6 il ridotto) agli alluvionati dell'Oltreserchio. Uno spettacolo vero e proprio, più che un semplice concerto, nel quale i brani saranno affiancati da poesie, dai testi dello stesso De Andrè, da immagini e fotografie.  «L'idea del concerto pro-alluvionati - spiegano i ragazzi - è nata nel collettivo: infatti, il gruppo si ritrova per provare nella sala prove "In musica" a Santa Maria a Colle, proprio a pochi passi dal disastro. C'è sembrato doveroso nel nostro piccolo dare il nostro contributo. Abbiamo pensato che portare il nostro spettacolo a teatro potesse attirare molte persone in modo da poter raccogliere più fondi possibili. Per questo vogliamo ringraziare anche il Comune che ci ha permesso di svolgere la serata nel teatro di Ponte a Moriano, che si presta benissimo allo spettacolo». L'idea non è quella di imitare De Andrè: i paragoni sarebbero inutili. La band vuole, piuttosto, cercare di comunicare le emozioni che ogni componente del gruppo prova tutte le volte che ascolta la voce di Faber De Andrè. «Abbiamo alle spalle decenni di musica in altri contesti - continuano i ragazzi - sia nella musica classica sia in quella moderna: chi proviene dal funk, chi dal rock e metal, chi dalla classica e dalla musica popolare italiana e proprio questo rende il sound ancora più originale. Il nome del gruppo, poi, prende spunto da una canzone di De Andrè: "Una storia sbagliata", scritta insieme a Massimo Bubola e dedicata a Pier Paolo Pasolini». Storie sbagliate. O forse no. Sono solo delle storie e le storie non sono mai giuste o sbagliate: bisogna semplicemente prenderle da ogni angolazione possibile, perché ogni storia è una serie di domande alle quali tocca rispondere. Ed è bene chiederselo sempre, come è andata a finire. Si sa che tutto sarà sempre sbagliato, come no: «Ma quando non ce lo chiederemo più, uscendo di casa, saremo morti». E il gruppo vuole essere vivo. Come la voce di Fabrizio De Andrè.

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