Il Tirreno

Lucca

Domani la riunione per dar vita al gruppo del Pdl

I consiglieri comunali del Pdl durante la conferenza stampa
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I consiglieri comunali del Pdl durante la conferenza stampa

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 LUCCA. Domani potrebbe nascere il gruppo unico del Popolo della libertà in consiglio comunale. Alle 21 nella sede del partito ci sarà una riunione con il sindaco Favilla e con il coordinatore provinciale Ravenni e pare ci siano tutte le premesse per arrivare a una fumata bianca. Auspicata anche dal ministro Matteoli, che ritiene non più rinviabile la costituzione di un organismo compatto che si richiami al Pdl.  Di questo argomento, ma anche delle elezioni provinciali e di temi di politica locale, hanno parlato ieri pomeriggio alcuni degli 11 appartenenti all'attuale gruppo del Pdl: Giuliana Baudone, Maurizio Dinelli, Marco Andreoni, Benedetto Stefani, Roberto Lotti. Assente, ma per impegni di lavoro non rimandabili, il capogruppo Lido Fava.  Gruppo unico. «L'obiettivo è arrivare a una conclusione positiva - dice Dinelli -. Il nostro impegno è forte in questo senso. Una volta messo nero su bianco, ci saranno da fare altre valutazioni».  Con una nota, Fava entra nel dettaglio: «È necessario che i consiglieri attualmente dei gruppi di An, Marco Agnitti, e di Forza Italia, Franco Fabbri e Gabriele Tori, siano d'accordo con le indicazioni del ministro Matteoli. Confermo la mia disponibilità di mettere a disposizione la carica di capogruppo per consentire la scelta eventuale di un nuovo capogruppo».  In questo senso, dice Fava, «la votazione appare opportuno tenerla dopo che sarà nominato il cooordinatore comunale, se avverrà in tempi brevi, e soprattutto una volta che il gruppo sia ultimato. Il ministro ha infatti suggerito di proporre l'ingresso nel gruppo Pdl anche a Alessandro Venturi e a Pietro Fazzi, mentre il sindaco ha detto che alcuni del gruppo a lui facente riferimento politico potrebbero aderire al gruppo Pdl in tempi brevi. Questa iniziativa è assunta per rafforzare l'amministrazione Favilla e la maggioranza che la sostiene».  Coordinatore comunale. «Aspettiamo di conoscere le decisioni del partito - sottolinea Dinelli -. Io un passo indietro l'ho fatto, anche in Regione, spero che dietro non ci sia un burrone. Ci affidiamo a Parisi e a Migliori perché risolvano in tempi brevissimi la faccenda e chiudano una pagina spiacevole. Noi i nomi li avevamo fatti: noi undici avevano indicato il consigliere Baccelli, poi è uscito il nome di Macera mentre su Placido tutti hanno detto no. Non ci sono veti sulle persone, c'è una logica discussione sulle modalità e sui rapporti nel gruppo».  Il voto in Provincia. Il tempo stringe. Tra un anno si va alle urne per rinnovare l'amministrazione di Palazzo Ducale. Sarà davvero il sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti, il candidato del centrodestra? Gli 11 del Pdl premono il piede sul pedale del freno.  Spiegano Baudone e Dinelli che anzitutto si deve indicare il programma, quindi occorre fare le alleanze (anche con la Lega Nord). Poi si lavorerà per la scelta del candidato presidente. «Noi vogliamo e possiamo vincere - sostiene Baudone -, ma sarà Roma a dare il via libera». Un percorso che deve filare liscio, dice Dinelli: «Mi auguro che le esperienze di Capannori, Massarosa e Pietrasanta (con il centrosinistra vincitore alle comunali, ndr) siano state di insegnamento».  Rimpasto di giunta. Argomento che Dinelli e Baudone, ex consiglieri regionali, preferiscono non affrontare. Ringraziano Matteoli che ne ha pubblicamente tessuto le lodi, ma aggiungono subito dopo che eventuali decisioni spettano al sindaco Favilla. «Fughe in avanti sono sbagliate, certe interviste (al Tirreno di Vanda Cervelli, ndr) non sono opportune» chiosa Dinelli. L'attuale gruppo rinnova la fiducia nella giunta «che concluderà bene il mandato». Duccio Casini      Valore alle idee Serve chiarezza sull'ospedale  Il consigliere Luca Lucchesi e l'associazione Valore alle Idee criticano il ministro Altero Matteoli che un anno fa dichiarava "non è il caso di spostare l'ospedale di San Filippo perché il rischio è di bloccare l'appalto e di perdere i 130 milioni di finanziamento" e che "la questione non è semplice: se si spostano i quattro ospedali bisogna rifare l'appalto" e che adesso afferma di non essere contrario all'ipotesi che Regione e Comune concordino una diversa collocazione da quella prevista. «È difficile capire quale motivazioni ha il ministro per avanzare tali ipotesi che sembrerebbero di difficile realizzazione - dice Lucchesi - considerato lo stato di avanzamento dei lavori. Anche perché i cittadini sono a conoscenza della consegna degli espropri. Sono stati pagati i relativi terreni. Al tempo stesso il comune di Lucca non ha dato la concessione edilizia per costruire l'ospedale (come si evidenzia dalla cartellonistica davanti al cantiere) ma l'Asl 2 ha avviato i lavori da mesi in base alla conferenza dei servizi del 2008 che sembra sostituire la concessione edilizia nonostante la normativa nazionale preveda che le opere possano essere realizzate solo previo consenso del comune interessato». Lucchesi dice che nella conferenza dei Servizi del 2008 l'architetto Tani, per conto del comune di Lucca, «dava parere non favorevole limitatamente alla non conformità degli strumenti urbanistici e a oggi lo stesso Comune non ha concesso alcuna licenza edilizia. Invito il ministro a fornire una risposta sulla liceità dell'operazione con la quale la conferenza dei servizi si è arrogata il diritto a costruire. Se un anno fa non si poteva spostare la localizzazione dell'ospedale pena l'annullamento dell'appalto dei 4 ospedali, come si concilia oggi affermazione con il prevedibile spostamento del sito di Massa non cantierizzato e ritenuto non idoneo?».

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