All'architetto Goshen il compito di redigere il piano strutturale
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Un immagine del centro di Porcari (Vip) 1 MINUTI DI LETTURA
PORCARI. «Il nuovo piano strutturale aveva già avuto inizio nel 2004. Adesso, a distanza di 6 anni e dopo che oltre 200 cittadini fiduciosi di ascolto avevano presentato le loro istanze, si riparte da capo. Questa è l'efficienza e la chiarezza di obiettivi che da anni caratterizza la gestione dell'urbanistica nel nostro paese». È duro il giudizio che i consiglieri di minoranza Daniele Marchetti e Riccardo Giannoni esprimono sul governo del territorio. «Se il futuro dell'urbanistica sarà impostato sulla base del documento generico, senza priorità e, soprattutto, senz'anima, che accompagna l'avvio del provvedimento per il nuovo Piano strutturale che sarà all'attenzione del prossimo consiglio comunale cadremo dalla "padella nella brace". Bisogna superare la commistione tra attività produttive e case. È indispensabile il rilancio di alcune zone (stazione e padule in primis) trascurate da anni, serve una revisione netta del piano del traffico con l'individuazione di nuove direttrici in grado di collegare gli estremi del paese senza gravare ed aggravare il centro. È indispensabile attuare misure di supporto strutturale e logistico per l'impresa artigiana e del terzo settore. C'è da disegnare la Porcari del futuro. Compito che, per i troppi vincoli politico-elettoralistici che graveranno anche su questo nuovo tentativo di Piano strutturale, temiamo sia difficile anche per l'architetto Eri Goshen, il super-tecnico a cui il Comune affiderà l'incarico di supervisore e ideatore del piano».
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