Alce, protesta a Palazzo Ducale
Luca Meconi
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Uno dei manifestanti e sopra unimmagine della protesta in piazza I comitati hanno incontrato il presidente Baccelli e il prefetto Maccari
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LUCCA. "Spengiamo gli inceneritori, accendiamo le coscienze", "Alce la diossina Tua non la vogliamo" (con chiaro riferimento alla cooperativa Terra Uomini Ambiente), "Per fare un albero ci vuole un fiore, per fare i soldi l'inceneritore". Sono alcuni slogan che campeggiavano ieri pomeriggio davanti a Palazzo Ducale nel presidio organizzato dai Comitati Ambiente che si battono contro la costruzione della centrale a biomasse nello stabilimento Alce a Fornoli. Intanto, al secondo piano della sede della Provincia una delegazione dei Comitati veniva ricevuta dal presidente della Provincia Stefano Baccelli e dagli assessori Maura Cavallaro e Francesco Bambini mentre un'altra delegazione veniva ricevuta dal prefetto Maurizio Maccari. «Non siamo rimasti assolutamente soddisfatti dell'incontro con Baccelli - ha affermato Donatella Zanotti (del comitato) al termine dell'incontro -. La Provincia non ha risposto in maniera completa ai nostri quesiti, soprattutto non ha risposto al quesito principale: se, cioè, il caso della centrale dell'Alce sia un caso di riconversione o di un nuovo impianto. È un punto importantissimo: a seconda di come l'impianto viene considerato, cambia la procedura di legge per i permessi necessari». Per i Comitati questo è un caso di riconversione di una attività esistente. Non ne ha dubbi Alfredo Scipioni, membro dei Comitati, che lo ha ribadito a Baccelli: «È un evidente caso di riconversione: il progetto prevede che l'azienda continuerà a produrre tannino e avrà come attività collaterale la produzione di energia elettrica, prima invece l'attività collaterale era la produzione di carta semichimica». Durante l'incontro, il presidente Baccelli e gli assessori Bambini e Cavallaro hanno garantito l'impegno dell'ente per la tutela ambientale e la salvaguardia dei livelli occupazionali in Media Valle. Poi i rappresentanti del Comitato hanno posto ulteriori domande tecniche che sono state recepite e saranno oggetto di approfondimento da parte della Provincia, per fornire le spiegazioni richieste. In un punto Baccelli e Comitati si sono trovati d'accordo: sul fatto che manca un piano energetico provinciale aggiornato. Quello che c'è è vecchio, anche se risale a meno di dieci anni fa. «Anche per questo - ha affermato Baccelli - abbiamo attivato le procedure per realizzarne uno aggiornato». Diverso il parere dei membri della delegazione che è stata ricevuta dal prefetto, rimasti più soddisfatti. «Il prefetto ci ha informato di aver incontrato sia l'Associazione Industriali che l'attuale proprietà di Alce. Adesso ha ascoltato le nostre posizioni sia in merito ai nostri timori per la salute sia per quelle che per noi sono ombre, cioè le procedure da seguire per ottenere i permessi. Aspettiamo la convocazione della conferenza dei servizi di giovedì».
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