Il Tirreno

Lucca

I partiti ora vogliono certezze sul sito

A.B. /  
Striscioni alle finestre
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Striscioni alle finestre

Dissensi nelle forze di centrosinistra, il Psi chiede che si proceda

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 CAPANNORI. Scetticismo tra i politici locali sul sito scelto dall'amministrazione comunale di Capannori per la realizzazione dell'impianto di compostaggio.  Critiche al sindaco Giorgio Del Ghingaro continuano ad arrivare anche dalle fila del centrosinistra.  Dice ad esempio il Pd di Porcari:  «Solo nell'ultimo anno tre sono stati i siti di volta in volta individuati: Carraia, Frizzone, Poderacci, per non parlare di Salanetti, l'unica località autorizzata dal Piano dei Rifiuti della provincia di Lucca, dal Piano Industriale dell'Ato 2 Rifiuti e finanziata a fondo perduto per circa sette milioni di euro. Si vocifera, ora, di un ulteriore cambio di rotta. Questo senza che l'amministrazione comunale porcarese sia stata minimamente coinvolta o preventivamente informata, nonostante gli indubbi carichi urbanistici, infrastrutturali e di viabilità che queste scelte comporterebbero. È necessario che la scelta del sito sia preceduta ed accompagnata da un confronto a livello comprensoriale tra i comuni interessati». Il Pd porcarese chiede alla Provincia di intervenire e di mediare.  Impianto necessario, ma sito diverso anche per il Prc-Pdci lucchese: «La mancata realizzazione dell'impianto di compostaggio ridurrebbe di molto i benefici economici del porta a porta. Considerando però che esistono seri elementi di criticità relativi alla localizzazione dell'impianto ai Poderacci, è necessario che la scelta del sito avvenga attraverso un percorso democratico di partecipazione, in grado di valutare proposte alternative già presenti e verso le quali l'amministrazione provinciale ha espresso disponibilità».  Appoggia invece la scelta dell'amministrazione il Partito So«Confermiamo la fiducia al sindaco Del Ghingaro e lo invitiamo ad andare avanti per il bene pubblico che è sempre prioritario e al di sopra di tutto, aprendo comunque un confronto con i cittadini per spiegare tempi e modi del progetto, il tutto in maniera chiara e alla luce del sole».  Maurizio Franceschi, esponente della sinistra, sostiene poi che sulla localizzazione «siamo di fronte ad un'accelerazione degli eventi che ha un forte rilievo politico. Per la prima volta viene mandato un segnale di autonomia politica da una parte della maggioranza. Il profilo decisionista di Del Ghingaro viene così ad essere fortemente intaccato. L'intervento di Baronti non è un fulmine a ciel sereno, perché la posizione dilatoria sull'impianto di compostaggio evidentemente non è più sostenibile. I successi della raccolta porta-a-porta conducono paradossalmente ad un aumento dei costi a carico dei cittadini che non può più essere accettato. Ciacci recentemente ha quantificato il costo annuo per la comunità data dalla mancanza dell'impianto in 1 milione di euro. Questo significa che se l'impianto fosse stato realizzato nel 2006, dopo 2 anni di amministrazione Del Ghingaro, come previsto e come per altro possibile, data l'esistenza del progetto esecutivo e con questo l'attivazione del finanziamento a fondo perduto di 7 milioni di euro da parte del Governo, l'Ascit avrebbe risparmiato ad oggi 4 milioni di euro che potevano alleggerire la tariffa a carico dei cittadini di cifre consistenti»

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