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«Più vigilanza e prevenzione nelle scuole»
Telecamere contro il bullismo
Luca Tronchetti
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Arpaia durante un incontro sul bullismoUn'aggressione annunciata. Perchè da tempo episodi più o meno analoghi si ripetono con innaturale frequenza il sabato sera nella zona tra il Caffè delle Mura e Corso Garibaldi. Il luogo più gettonato da gruppi di adolescenti: le vittime predestinate di bulli, gabber e teppisti. Il dottor Claudio Arpaia conosce bene la realtà giovanile
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LUCCA. Un'aggressione annunciata. Perchè da tempo episodi più o meno analoghi si ripetono con innaturale frequenza il sabato sera nella zona tra il Caffè delle Mura e Corso Garibaldi. Il luogo più gettonato da gruppi di adolescenti: le vittime predestinate di bulli, gabber e teppisti.
Il dottor Claudio Arpaia conosce bene la realtà giovanile. L'ex primo dirigente della polizia da diversi anni si occupa delle problematiche legate al mondo dei teen agers e ha anche realizzato un questionario distribuito nelle scuole medie e superiori della provincia.
A suo giudizio l'ultimo episodio che ha visto due ragazzi aggrediti e picchiati da coetanei è riconducibile ai precedenti.
I RIMEDI «Il Caffè delle Mura è una zona a forte rischio. Perchè è lì che ragazzi e ragazze dai 13 ai 16 anni si ritrovano e s'incontrano il sabato sera». Quello è il punto di "struscio", il luogo per parlare e conoscersi meglio. «Rimedi per impedire il proliferare delle aggressioni erano già stati suggeriti in passato. - prosegue Arpaia - La vigilanza deve essere passiva e attiva. Attraverso l'installazione di telecamere in grado di riprendere la zona che dal Caffè delle Mura arriva sino in Corso Garibaldi. E attraverso i controlli. Con pattuglie di poliziotti, vigili o carabinieri, tutti in borghese, che monitorino la situazione prevenendo l'azione dei violenti».
Serve dunque un progetto mirato se si vuole che il centro storico di sera torni ad essere un luogo sicuro per gli adolescenti e per le loro famiglie.
I VIOLENTI Hanno un identikit i bulli che terrorizzano chi vuol trascorrere serenamente il sabato sera passeggiando in centro? Ci sono gruppi che hanno una forte identità etnica, altri legati all'ideologia politica, altri apparentemente di buona famiglia. «Tutti - sostiene Arpaia - accumunati da un unico fattore: un forte disagio familiare. La loro rabbia repressa la portano fuori casa. Così finiscono per scagliarsi contro altri gruppi senza un motivo particolare. Soltanto per dimostrare agli altri la propria superiorità. Menano le mani traendo spunto da uno sguardo banale e innocente o da una spinta non voluta tra la calca».
Un esempio calzante riguarda un gruppo di quattordicenni vicini al movimento dei gabber. Teste rasate, cappellino calato sulla fronte, scarpe da basket Nike Air Max ai piedi, bomber nero e jeans. Una ventina di loro un paio di mesi fa vennero identificati e sette denunciati dalla seconda sezione della squadra mobile della questura. Tutti ragazzini che per mesi tennero sotto scacco i loro coetanei. Con botte, minacce, offese. Con il videofonino acceso a riprendere le loro bravate. I bulli - da aprile a luglio - terrorizzarono i coetanei sino a quando tre delle vittime si rivolsero alla questura. Dopo l'ultima aggressione di sabato scorso gli inquirenti stanno cercando di capire se ci siano collegamenti con i fatti di primavera-estata 2009. E se dietro le ultime violenze possano esserci ancora i gabber.
LA PREVENZIONE «È necessario - conclude Arpaia - alzare il livello di prevenzione nelle scuole. Far capire ai ragazzi che denunciare immediatamente alla polizia gli autori delle prevaricazioni è l'unico modo per fermare i bulli. Volgere lo sguardo altrove, far finta di niente, sottovalutare il fenomeno è l'errore più grande che i ragazzi possano fare. Perchè potrebbero essere la prossima vittima dei bulli».
Il dottor Claudio Arpaia conosce bene la realtà giovanile. L'ex primo dirigente della polizia da diversi anni si occupa delle problematiche legate al mondo dei teen agers e ha anche realizzato un questionario distribuito nelle scuole medie e superiori della provincia.
A suo giudizio l'ultimo episodio che ha visto due ragazzi aggrediti e picchiati da coetanei è riconducibile ai precedenti.
I RIMEDI «Il Caffè delle Mura è una zona a forte rischio. Perchè è lì che ragazzi e ragazze dai 13 ai 16 anni si ritrovano e s'incontrano il sabato sera». Quello è il punto di "struscio", il luogo per parlare e conoscersi meglio. «Rimedi per impedire il proliferare delle aggressioni erano già stati suggeriti in passato. - prosegue Arpaia - La vigilanza deve essere passiva e attiva. Attraverso l'installazione di telecamere in grado di riprendere la zona che dal Caffè delle Mura arriva sino in Corso Garibaldi. E attraverso i controlli. Con pattuglie di poliziotti, vigili o carabinieri, tutti in borghese, che monitorino la situazione prevenendo l'azione dei violenti».
Serve dunque un progetto mirato se si vuole che il centro storico di sera torni ad essere un luogo sicuro per gli adolescenti e per le loro famiglie.
I VIOLENTI Hanno un identikit i bulli che terrorizzano chi vuol trascorrere serenamente il sabato sera passeggiando in centro? Ci sono gruppi che hanno una forte identità etnica, altri legati all'ideologia politica, altri apparentemente di buona famiglia. «Tutti - sostiene Arpaia - accumunati da un unico fattore: un forte disagio familiare. La loro rabbia repressa la portano fuori casa. Così finiscono per scagliarsi contro altri gruppi senza un motivo particolare. Soltanto per dimostrare agli altri la propria superiorità. Menano le mani traendo spunto da uno sguardo banale e innocente o da una spinta non voluta tra la calca».
Un esempio calzante riguarda un gruppo di quattordicenni vicini al movimento dei gabber. Teste rasate, cappellino calato sulla fronte, scarpe da basket Nike Air Max ai piedi, bomber nero e jeans. Una ventina di loro un paio di mesi fa vennero identificati e sette denunciati dalla seconda sezione della squadra mobile della questura. Tutti ragazzini che per mesi tennero sotto scacco i loro coetanei. Con botte, minacce, offese. Con il videofonino acceso a riprendere le loro bravate. I bulli - da aprile a luglio - terrorizzarono i coetanei sino a quando tre delle vittime si rivolsero alla questura. Dopo l'ultima aggressione di sabato scorso gli inquirenti stanno cercando di capire se ci siano collegamenti con i fatti di primavera-estata 2009. E se dietro le ultime violenze possano esserci ancora i gabber.
LA PREVENZIONE «È necessario - conclude Arpaia - alzare il livello di prevenzione nelle scuole. Far capire ai ragazzi che denunciare immediatamente alla polizia gli autori delle prevaricazioni è l'unico modo per fermare i bulli. Volgere lo sguardo altrove, far finta di niente, sottovalutare il fenomeno è l'errore più grande che i ragazzi possano fare. Perchè potrebbero essere la prossima vittima dei bulli».
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