Italia
SERVIZI
Disabili, tanti gli accessi negati
Rossella Lucchesi
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L’accesso per disabili in Comune e il corrimano alle PosteAnche se il Comune di Lucca ha stipulato un accordo con Fiaba che prevede la graduale eliminazione di tutti gli impedimenti fisici e culturali esistenti, non scompaiono le barriere architettoniche. Basta guardarsi intorno per vedere che molti palazzi, chiese, istituti bancari, uffici e negozi sono sprovvisti di sistemi di sicurezza che garantiscano l'accesso
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LUCCA. Anche se il Comune di Lucca ha stipulato un accordo con Fiaba (Fondo nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche) che prevede la graduale eliminazione di tutti gli impedimenti fisici e culturali esistenti, non scompaiono le barriere architettoniche. Basta guardarsi intorno per vedere che molti palazzi, chiese, istituti bancari, uffici e negozi sono sprovvisti di sistemi di sicurezza che garantiscano l'accesso ai servizi agli utenti disabili non accompagnati.
Se la soluzione è quasi sempre possibile in periferia, lo stesso non può dirsi per il centro storico, con i suoi edifici e monumenti antichi, costruiti quando del termine barriere architettoniche non si conosceva il significato. L'impresa è, a dir poco, ardua e gli ostacoli, soprattutto quelli burocratici, non mancano, vista la conformazione architettonica della città.
Come stabilisce la legge, le strutture pubbliche stanno tuttavia adeguandosi alle normative che impongono di consentire chiunque di accedere agevolmente.
«Per mettere a norma l'edificio che ospita la sede principale dell'Amministrazione provinciale abbiamo usufruito dei fondi del Giubileo del 2000 e successivamente, negli anni 2005 e 2006 dei fondi strategici della Regione Toscana che ci hanno consentito anche l'installazione di un servoscale presso gli uffici del difensore civico, sociale e sport del Cortile degli Svizzeri - affermano a Palazzo Ducale -. Lo stesso dicasi per gli istituti scolastici di nostra competenza (l'ultimo in ordine di tempo l'Itc di Porcari con la realizzazione di un ascensore), quasi tutti dotati di rampe, elevatori e ascensori, laddove non vige il vincolo della Sovrintendenza. In questo caso è necessario riccorrere ad altri accorgimenti».
In Comune spiegano la situazione per le loro strutture: «La costruzione di un ascensore ha agevolato le pratiche degli utenti dell'ufficio anagrafe di via San Paolino, mentre l'accesso dei disabili all'Urp di via del Moro è possibile da una pedana che si alza, su chiamata, dalla strada. Tutto in regola per i palazzi di rappresentanza e gli impianti sportivi. Manca ancora qualche intervento e invitiamo i cittadini a fare segnalazioni - aggiungono a Palazzo Orsetti -. È un impegno che si protrarrà nel tempo. La rimozione delle barriere architettoniche è il primo dato di cui teniamo conto, qualora vengano effettuati lavori di manutenzione. Un esempio è il recente rifacimennto del marciapiede e della pista ciclabile a San Concordio».
Ottimo lavoro, ma molti residenti si sono visti togliere posti auto e adesso sono costretti a parcheggiare i propri mezzi distanti da casa, spesso dovendo attraversare una delle strade più a rischio per il traffico elevato.
Facendo un rapido giro nel centro storico, ci si accorge che diversi servizi sono off-limits per coloro che presentano difficoltà motorie. Come la Banca del Monte di piazza San Martino dove, per accedere agli sportelli, è necessario salire alcuni ripidi gradini. Per chi non può muoversi agilmente, sono un vero ostacolo. Assai problematico addentrarsi anche nella sede della Cassa di Risparmio di Piazza San Giusto, il cui unico ingresso non è fruibile per chi arriva in carrozzella. Lo stesso dicasi dell'Associazione Industriali di piazza Bernardini e della Confcommercio di Via Fillungo dove, se gli ascensori nell'atrio dei palazzi che li ospitano consentono un facile accesso agli uffici ai piani superiori, i pochi metri che separano le due società dalla strada mettono in seria difficoltà coloro che non hanno la possibilità di camminare da soli. Da rilevare per questi ultimi casi che ci sono veti della al Soprintendenza non facili da rimuovere, dato che le sedi sono all'interno di palazzi storici.
In un complesso più moderno, il palazzo tra via Vallisneri e piazza Antelminelli, le poste hanno cercato di risolvere il problema con un montascale con tanto di citofono, posto all'entrata dell'ex ufficio pacchi. I disabili possono così evitare la ripida scalinata dell'ingresso principale, che nei giorni di pioggia diventa pericolosa. «Al momento solo le succursali di via Nottolini e via Castracani presentano problemi per il superamento delle barriere architettoniche - dicono alle Poste -. Il loro abbattimento non risulta eseguibile poichè gli accessi di entrambi gli uffici si affacciano su marciapiedi pubblici. La realizzazione di una rampa ne causerebbe la quasi totale occupazione, oltre ad ostacolare l'accesso ai locali adiacenti. All'esterno di ambedue gli uffici c'è comunque un pulsante di chiamata per il personale delle poste, che si incarica di eseguire le operazioni per conto dei clienti disabili».
Se la soluzione è quasi sempre possibile in periferia, lo stesso non può dirsi per il centro storico, con i suoi edifici e monumenti antichi, costruiti quando del termine barriere architettoniche non si conosceva il significato. L'impresa è, a dir poco, ardua e gli ostacoli, soprattutto quelli burocratici, non mancano, vista la conformazione architettonica della città.
Come stabilisce la legge, le strutture pubbliche stanno tuttavia adeguandosi alle normative che impongono di consentire chiunque di accedere agevolmente.
«Per mettere a norma l'edificio che ospita la sede principale dell'Amministrazione provinciale abbiamo usufruito dei fondi del Giubileo del 2000 e successivamente, negli anni 2005 e 2006 dei fondi strategici della Regione Toscana che ci hanno consentito anche l'installazione di un servoscale presso gli uffici del difensore civico, sociale e sport del Cortile degli Svizzeri - affermano a Palazzo Ducale -. Lo stesso dicasi per gli istituti scolastici di nostra competenza (l'ultimo in ordine di tempo l'Itc di Porcari con la realizzazione di un ascensore), quasi tutti dotati di rampe, elevatori e ascensori, laddove non vige il vincolo della Sovrintendenza. In questo caso è necessario riccorrere ad altri accorgimenti».
In Comune spiegano la situazione per le loro strutture: «La costruzione di un ascensore ha agevolato le pratiche degli utenti dell'ufficio anagrafe di via San Paolino, mentre l'accesso dei disabili all'Urp di via del Moro è possibile da una pedana che si alza, su chiamata, dalla strada. Tutto in regola per i palazzi di rappresentanza e gli impianti sportivi. Manca ancora qualche intervento e invitiamo i cittadini a fare segnalazioni - aggiungono a Palazzo Orsetti -. È un impegno che si protrarrà nel tempo. La rimozione delle barriere architettoniche è il primo dato di cui teniamo conto, qualora vengano effettuati lavori di manutenzione. Un esempio è il recente rifacimennto del marciapiede e della pista ciclabile a San Concordio».
Ottimo lavoro, ma molti residenti si sono visti togliere posti auto e adesso sono costretti a parcheggiare i propri mezzi distanti da casa, spesso dovendo attraversare una delle strade più a rischio per il traffico elevato.
Facendo un rapido giro nel centro storico, ci si accorge che diversi servizi sono off-limits per coloro che presentano difficoltà motorie. Come la Banca del Monte di piazza San Martino dove, per accedere agli sportelli, è necessario salire alcuni ripidi gradini. Per chi non può muoversi agilmente, sono un vero ostacolo. Assai problematico addentrarsi anche nella sede della Cassa di Risparmio di Piazza San Giusto, il cui unico ingresso non è fruibile per chi arriva in carrozzella. Lo stesso dicasi dell'Associazione Industriali di piazza Bernardini e della Confcommercio di Via Fillungo dove, se gli ascensori nell'atrio dei palazzi che li ospitano consentono un facile accesso agli uffici ai piani superiori, i pochi metri che separano le due società dalla strada mettono in seria difficoltà coloro che non hanno la possibilità di camminare da soli. Da rilevare per questi ultimi casi che ci sono veti della al Soprintendenza non facili da rimuovere, dato che le sedi sono all'interno di palazzi storici.
In un complesso più moderno, il palazzo tra via Vallisneri e piazza Antelminelli, le poste hanno cercato di risolvere il problema con un montascale con tanto di citofono, posto all'entrata dell'ex ufficio pacchi. I disabili possono così evitare la ripida scalinata dell'ingresso principale, che nei giorni di pioggia diventa pericolosa. «Al momento solo le succursali di via Nottolini e via Castracani presentano problemi per il superamento delle barriere architettoniche - dicono alle Poste -. Il loro abbattimento non risulta eseguibile poichè gli accessi di entrambi gli uffici si affacciano su marciapiedi pubblici. La realizzazione di una rampa ne causerebbe la quasi totale occupazione, oltre ad ostacolare l'accesso ai locali adiacenti. All'esterno di ambedue gli uffici c'è comunque un pulsante di chiamata per il personale delle poste, che si incarica di eseguire le operazioni per conto dei clienti disabili».
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