Il presidio
ARRESTO
Tenta di strangolare un commerciante appartatosi con lui
Domenico Tani
Uno studente è accusato di tentato omicidio e rapina aggravata ai danni di un commerciante di 43 anni aggredito nella notte di Capodanno nell'hinterland di Altopascio. In manette è finito Charaf El Kassir, 26 anni, da pochi mesi in Italia dopo che per anni ha vissuto in Spagna. Per la squadra mobile, diretta dal dottor Virgilio Russo, è lui ad aver sottratto al negoziante un navigatore satellitare, un cellulare e decine di euro
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LUCCA. Uno studente è accusato di tentato omicidio e rapina aggravata ai danni di un commerciante di 43 anni aggredito nella notte di Capodanno nell'hinterland di Altopascio. In manette è finito Charaf El Kassir, 26 anni, da pochi mesi in Italia dopo che per anni ha vissuto in Spagna. Per la squadra mobile, diretta dal dottor Virgilio Russo, è lui ad aver sottratto al negoziante un navigatore satellitare, un cellulare e decine di euro. A tradirlo sarebbe stato proprio il telefonino rubato al commerciante e regolarmente utilizzato dopo la rapina senza cambiare scheda e numero.
LA STORIA Alle 4 del mattino di Capodanno il commerciante, che abita nella periferia cittadina, viene trovato in un fosso accanto al sottopasso autostradale nella zona del Sibolla nel comune di Altopascio. Un luogo ritenuto un abituale punto di ritrovo per incontri tra omosessuali. Le sue condizioni appaiono subito gravi e con un mezzo del 118 viene trasferito all'ospedale Canpo di Marte. Lì i medici gli riscontrano un trauma cranico facciale e evidenti segni di strangolamento sul collo. Il negoziante in stato di incoscienza non è in grado di parlare con gli inquirenti per diversi giorni. Le indagini fin da subito vengono affidate alla sezione reati contro il patrimonio.
LE INDAGINI Gli investigatori iniziano a scandagliare un pò in tutte le direzioni con un occhio di riguardo per il mondo gay. Solo quando le condizioni dell'aggredito migliorano e l'uomo è stato in grado di comunicare, gli inquirenti iniziano a ricostruire l'aggressione che successivamente sarebbe sfociata in un tentato omicidio.
Il commerciante racconta che la sera dell'ultimo dell'anno, preso da un irrefrenabile desiderio sessuale, decide di recarsi con la sua utilitaria nella zona di Altopascio dove incontra un giovane studente marocchino. Prima di farlo salire in macchina il commerciante chiarisce di non cercare un rapporto omossessuale a pagamento, ma soltanto un momento da trascorrere in amicizia. Lo studente sale in auto e la coppia si allontana appartandosi vicino al sottopasso autostradale nella zona della Sibolla.
IL RACCONTO «Mentre stavamo iniziando le prime effusioni - racconta l'uomo ai poliziotti - ho notato il giovane che stava sfilando il cordino del suo giubbotto e prima che potessi rendermi conto delle sue intenzioni, mi ha messo il cordino doppio al collo ed ha cominciato a stringere. Non riuscivo a respirare e con tutte le mie forze ho cercato di liberarmi dalla presa micidiale. Siamo rotolati in strada continuando a lottare».
All'improvviso il giovane perde il controllo del cordino e il commerciante si rialza, ma viene colpito più volte al volto. All'anulare della mano destra porta un anello che provoca al negoziante una serie di ferite al volto. I due lottano sino allo stremo delle forze con l'aggressore che, dal ciglio del fossato, prende della malma e la spalma sul volto e sugli occhi dell'aggredito affinchè non riesca più a vedere. In quel frangente sfila le stringhe agli anfibi del commerciante e li stringhe di nuovo intorno al collo nel tentativo di ucciderlo. Ma i lacci si schiantano e il negoziante resta a terra immobile fingendo di essere morto con il giovane che, dopo aver sferrato un calcio, lo getta nel fosso allontanandosi in tutta fretta.
IL SOCCORSO Verso le 4 del mattino, un amico del commerciante che si trova in zona, nota l'utilitaria fuori strada e non vedendolo si mette a cercarlo ritrovandolo poco distante in fin di vita. Immediato l'allarme al 118 con i soccorsi che provvedono a trasferire l'uomo al pronto soccorso dell'ospedale Campo di Marte. E proprio grazie ad alcuni messaggi partiti dal cellulare rubato, il giovane è stato rintracciato e tratto in arresto. Il marocchino si è difeso dicendo che il cellulare l'aveva acquistato da un albanese, ma la precisa testimonianza del commerciante ha permesso agli inquirenti di incastrarlo. Con il sostituto procuratore Lucia Rugani che ha chiesto e ottenuto dal gip Simone Silvestri l'arresto in carcere per lo studente.
LA STORIA Alle 4 del mattino di Capodanno il commerciante, che abita nella periferia cittadina, viene trovato in un fosso accanto al sottopasso autostradale nella zona del Sibolla nel comune di Altopascio. Un luogo ritenuto un abituale punto di ritrovo per incontri tra omosessuali. Le sue condizioni appaiono subito gravi e con un mezzo del 118 viene trasferito all'ospedale Canpo di Marte. Lì i medici gli riscontrano un trauma cranico facciale e evidenti segni di strangolamento sul collo. Il negoziante in stato di incoscienza non è in grado di parlare con gli inquirenti per diversi giorni. Le indagini fin da subito vengono affidate alla sezione reati contro il patrimonio.
LE INDAGINI Gli investigatori iniziano a scandagliare un pò in tutte le direzioni con un occhio di riguardo per il mondo gay. Solo quando le condizioni dell'aggredito migliorano e l'uomo è stato in grado di comunicare, gli inquirenti iniziano a ricostruire l'aggressione che successivamente sarebbe sfociata in un tentato omicidio.
Il commerciante racconta che la sera dell'ultimo dell'anno, preso da un irrefrenabile desiderio sessuale, decide di recarsi con la sua utilitaria nella zona di Altopascio dove incontra un giovane studente marocchino. Prima di farlo salire in macchina il commerciante chiarisce di non cercare un rapporto omossessuale a pagamento, ma soltanto un momento da trascorrere in amicizia. Lo studente sale in auto e la coppia si allontana appartandosi vicino al sottopasso autostradale nella zona della Sibolla.
IL RACCONTO «Mentre stavamo iniziando le prime effusioni - racconta l'uomo ai poliziotti - ho notato il giovane che stava sfilando il cordino del suo giubbotto e prima che potessi rendermi conto delle sue intenzioni, mi ha messo il cordino doppio al collo ed ha cominciato a stringere. Non riuscivo a respirare e con tutte le mie forze ho cercato di liberarmi dalla presa micidiale. Siamo rotolati in strada continuando a lottare».
All'improvviso il giovane perde il controllo del cordino e il commerciante si rialza, ma viene colpito più volte al volto. All'anulare della mano destra porta un anello che provoca al negoziante una serie di ferite al volto. I due lottano sino allo stremo delle forze con l'aggressore che, dal ciglio del fossato, prende della malma e la spalma sul volto e sugli occhi dell'aggredito affinchè non riesca più a vedere. In quel frangente sfila le stringhe agli anfibi del commerciante e li stringhe di nuovo intorno al collo nel tentativo di ucciderlo. Ma i lacci si schiantano e il negoziante resta a terra immobile fingendo di essere morto con il giovane che, dopo aver sferrato un calcio, lo getta nel fosso allontanandosi in tutta fretta.
IL SOCCORSO Verso le 4 del mattino, un amico del commerciante che si trova in zona, nota l'utilitaria fuori strada e non vedendolo si mette a cercarlo ritrovandolo poco distante in fin di vita. Immediato l'allarme al 118 con i soccorsi che provvedono a trasferire l'uomo al pronto soccorso dell'ospedale Campo di Marte. E proprio grazie ad alcuni messaggi partiti dal cellulare rubato, il giovane è stato rintracciato e tratto in arresto. Il marocchino si è difeso dicendo che il cellulare l'aveva acquistato da un albanese, ma la precisa testimonianza del commerciante ha permesso agli inquirenti di incastrarlo. Con il sostituto procuratore Lucia Rugani che ha chiesto e ottenuto dal gip Simone Silvestri l'arresto in carcere per lo studente.
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