Il presidio
CRISI ECONOMICA E LAVORO A RISCHIO
Lucart rinuncia allo sviluppo si va verso 35 licenziamenti
Fabrizio Tonelli
Era pronto un investimento da 70 milioni di euro, con una cinquantina di nuove assunzioni. Sei anni di battaglie inutili. Cartiera Lucchese, conosciuta come Lucart, ha alzato bandiera bianca. E ha rinunciato al progetto che prevedeva la costruzione, nel grande stabilimento di Diecimo, in Valle del Serchio, di un inceneritore destinato a bruciare i fanghi prodotti dalla lavorazione dei maceri
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LUCCA. Era pronto un investimento da 70 milioni di euro, che avrebbe portato a 50 nuove assunzioni e che avrebbe reso l'azienda autonoma non solo dal punto di vista del ciclo produttivo ma anche delle risorse energetiche. Invece dopo una battaglia lunga 6 anni, alla luce dell'opposizione di enti locali e comitati, Cartiera Lucchese, conosciuta come Lucart, ha alzato bandiera bianca. E ha rinunciato al progetto che prevedeva la costruzione, nel grande stabilimento di Diecimo, in Valle del Serchio, di un inceneritore destinato a bruciare i fanghi prodotti dalla lavorazione dei maceri.
Cioè la produzione di punta del gruppo di Porcari, che è leader in Italia per le carte tissue ecologiche. Per le quali utilizza la carta da macero, opportunamente lavorata e purificata dal deink, il gigantesco disinchiostratore di Diecimo. E' al termine di questo processo che restano i fanghi, 120mila tonnellate l'anno con gli impianti a regime, che Lucart non sa come smaltire e che voleva bruciare nell'inceneritore. Ma le grandi difficoltà incontrate nel portare avanti il progetto costato, in fase di studio, centinaia di migliaia di euro, hanno fatto ripensare le strategie del gruppo. L'amministratore delegato Massimo Pasquini ora annuncia 35 esuberi negli stabilimenti di Diecimo e Porcari e spiega che il gruppo ha deciso di installare una nuova macchina nello stabilimento che Cartiera Lucchese ha in Francia, dove è più facile smaltire i fanghi. Quando l'impianto sarà a regime, se non saranno trovate soluzioni in Italia per questo problema, ci potrebbero essere nuovi, pesanti tagli occupazionali. Cartiera Lucchese è un colosso nel suo settore. Sette stabilimenti (5 in Italia e 2 in Francia), 280mila tonnellate annue di capacità produttiva, 9 macchine continue, 53 linee di converting, 300 milioni di euro di fatturato, quasi 1100 dipendenti, oltre 700 tonnellate al giorno di capacità di trattamento di carta da macero.
Il piano industriale presentato tre anni fa è andato in fumo. Troppi gli ostacoli incontrati, mentre in Europa altre realtà cartarie hanno potuto realizzare impianti simili. Attivi in Austria come in Finlandia, in Francia come in Germania, in Gran Bretagna come in Norvegia e ancora in Olanda, Svizzera e Svezia. Anche in Italia ne esistono due, negli stabilimenti delle Cartiere Burgo di Mantova e Cuneo. I tecnici di Cartiera Lucchese continuano a girare il mondo, alla ricerca di soluzioni per i fanghi. L'ultima missione è stata in Spagna, ma non è stato trovato un modello attuabile anche in Italia.
Cioè la produzione di punta del gruppo di Porcari, che è leader in Italia per le carte tissue ecologiche. Per le quali utilizza la carta da macero, opportunamente lavorata e purificata dal deink, il gigantesco disinchiostratore di Diecimo. E' al termine di questo processo che restano i fanghi, 120mila tonnellate l'anno con gli impianti a regime, che Lucart non sa come smaltire e che voleva bruciare nell'inceneritore. Ma le grandi difficoltà incontrate nel portare avanti il progetto costato, in fase di studio, centinaia di migliaia di euro, hanno fatto ripensare le strategie del gruppo. L'amministratore delegato Massimo Pasquini ora annuncia 35 esuberi negli stabilimenti di Diecimo e Porcari e spiega che il gruppo ha deciso di installare una nuova macchina nello stabilimento che Cartiera Lucchese ha in Francia, dove è più facile smaltire i fanghi. Quando l'impianto sarà a regime, se non saranno trovate soluzioni in Italia per questo problema, ci potrebbero essere nuovi, pesanti tagli occupazionali. Cartiera Lucchese è un colosso nel suo settore. Sette stabilimenti (5 in Italia e 2 in Francia), 280mila tonnellate annue di capacità produttiva, 9 macchine continue, 53 linee di converting, 300 milioni di euro di fatturato, quasi 1100 dipendenti, oltre 700 tonnellate al giorno di capacità di trattamento di carta da macero.
Il piano industriale presentato tre anni fa è andato in fumo. Troppi gli ostacoli incontrati, mentre in Europa altre realtà cartarie hanno potuto realizzare impianti simili. Attivi in Austria come in Finlandia, in Francia come in Germania, in Gran Bretagna come in Norvegia e ancora in Olanda, Svizzera e Svezia. Anche in Italia ne esistono due, negli stabilimenti delle Cartiere Burgo di Mantova e Cuneo. I tecnici di Cartiera Lucchese continuano a girare il mondo, alla ricerca di soluzioni per i fanghi. L'ultima missione è stata in Spagna, ma non è stato trovato un modello attuabile anche in Italia.
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