Italia
Resto, farò i lavori al Porta Elisa
Alessandro Petrini
Lo stadio del futuro rimarrà il Porta Elisa. È ufficiale, dopo l'approvazione in consiglio comunale di un ordine del giorno in cui si vuole espressamente procedere sulla via della riqualificazione del Porta Elisa, comprendendo anche gli interventi di ristrutturazione e ammodernamento.
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LUCCA.Lo stadio del futuro rimarrà il Porta Elisa. È ufficiale, dopo l'approvazione in consiglio comunale di un ordine del giorno in cui si vuole espressamente procedere sulla via della riqualificazione del Porta Elisa, comprendendo anche gli interventi di ristrutturazione e ammodernamento. Nessun riferimento invece all'area di San Donato di proprietà della società Sviluppo sportivo, anche se nel documento approvato si ritiene interessante l'ipotesi di un intervento polifunzionale su una nuova area che potrebbe venire ridefinita come parco destinato allo sport e all'aggregazione. Una soluzione a metà che comunque non scontenta il patron rossonero Giuliano Giuliani, che proseguirà la propria esperienza alla guida della Lucchese.
PORTA ELISA. «Sono soddisfatto con beneficio d'inventario», dice il presidente a fine giornata dopo aver riferito al consiglio e aver seguito tutta la discussione. E il beneficio d'inventario dipenderà da cosa intende davvero il Comune per ristrutturazione e ammodernamento dell'impianto. «Se mi dicono di passare una mano di vernice è ovvio che non mi starà bene - precisa -. Anche noi ci impegneremo a presentare un progetto compatibile con la storia del Porta Elisa e con il contesto in cui si trova». E ora il cammino comincerà a marce forzate: poche settimane di tempo per elaborare una bozza di ristrutturazione e un paio di mesi per avere un progetto concreto su cui discutere anche se l'imprenditore edile ha già in mente qualche idea: «Ho visto un progetto elaborato quattro o cinque anni fa da uno studio di architettura per ristrutturare lo stadio e c'erano cose interessanti. In ogni caso dovrà passare la nostra idea di un impianto polifunzionale che sia in grado di generare reddito e di finanziare per intero l'attività della Lucchese. Per questo dovrà ospitare concerti e manifestazioni e ospitare spazi commerciali, direzionali e direttivi». Da non escludere anche l'installazione di cellule fotovoltaiche per generare energia elettrica. Un concetto nuovo di stadio che dovrà riuscire a conciliarsi con un impianto che ha più di 70 anni e che in alcuni settori è protetto da vincoli storici posti dalla sovrintendenza. Per tempi e modalità dei lavori Giuliani prevede all'incirca due anni, seguendo l'esempio di quello che si è fatto a Genova con lo stadio Marassi nei primi anni '90: lavori di maggiore entità nel periodo delle ferie e interventi fatti a piccoli blocchi durante la stagione calcistica.
SAN DONATO. Più incerto invece il futuro dell'area di San Donato sulla quale il consiglio non ha preso una decisione esplicita ma di fatto ha bocciato l'ipotesi di costruzione di un nuovo stadio. «E' ovvio che se si investiranno somme importanti sul Porta Elisa per l'area di San Donato penseremo a qualcosa di diverso e con una metratura più ridotta» conclude Giuliani. Su questo punto non è stata presa alcuna decisione, ma sembra prendere corpo l'idea di ridefinirla come parco destinato allo sport e all'aggregazione, magari inserendoci una piscina olimpionica e altre strutture in grado di ovviare alla carenza di impianti sportivi della città. Per questo caso però i tempi di decisione saranno molto più lunghi perché è necessario il parere degli enti interessati alla redazione del nuovo piano strutturale. Qui si parla di almeno un anno e mezzo di tempo e nel frattempo la Cipriano Costruzioni e il Gruppo Valore elaboreranno il loro progetto per quella zona dove comunque è molto probabile che vogliano realizzare anche dei fondi commerciali.
IL DIBATTITO IN CONSIGLIO. Ventitré voti favorevoli e undici astensioni da parte della minoranza. Questi i numeri con cui è passato l'ordine del giorno che di fatto dà il via libera alla ristrutturazione del Porta Elisa e che il sindaco Mauro Favilla ha ritenuto molto importante «perché contiene indicazioni precise e di carattere pratico». I tentativi invece di portare in votazione un ordine del giorno congiunto di tutti i partiti è naufragato invece dopo un'interruzione dei lavori di oltre mezz'ora. Si è arrivati così a votare due distinti ordini del giorno ed è stato respinto quello redatto da Ulivo-Pd, Governare Lucca e Rifondazione Comunista in cui si riteneva «illogico proporre una variante agli strumenti urbanistici quando è in corso una variante di manutenzione al regolamento» che è uno strumento di transizione tra l'attuale regolamento urbanistico scaduto lo scorso aprile e la predisposizione di nuovi strumenti di pianificazione prevista tra circa un anno. Nessuno provvedimento urbanistico ad hoc, quindi, ma la previsione di qualsiasi progetto di edilizia sportiva nel quadro più ampio delle funzioni dedicate allo sport pensando anche al futuro del Palatagliate e a un uso migliore del Campo Coni. Infine per sviluppare le potenzialità di produrre i redditi del Porta Elisa si proponeva di valutare «la creazione di una società di scopo, aperta alla massima partecipazione dell'imprenditoria, alla quale il Comune partecipi direttamente senza il tramite della Lucca Holding, di cui l'ente sia socio di capitali nella quota da definire e in cui il Comune abbia assicurata la partecipazione significativa negli organi di gestione e di controllo».
PORTA ELISA. «Sono soddisfatto con beneficio d'inventario», dice il presidente a fine giornata dopo aver riferito al consiglio e aver seguito tutta la discussione. E il beneficio d'inventario dipenderà da cosa intende davvero il Comune per ristrutturazione e ammodernamento dell'impianto. «Se mi dicono di passare una mano di vernice è ovvio che non mi starà bene - precisa -. Anche noi ci impegneremo a presentare un progetto compatibile con la storia del Porta Elisa e con il contesto in cui si trova». E ora il cammino comincerà a marce forzate: poche settimane di tempo per elaborare una bozza di ristrutturazione e un paio di mesi per avere un progetto concreto su cui discutere anche se l'imprenditore edile ha già in mente qualche idea: «Ho visto un progetto elaborato quattro o cinque anni fa da uno studio di architettura per ristrutturare lo stadio e c'erano cose interessanti. In ogni caso dovrà passare la nostra idea di un impianto polifunzionale che sia in grado di generare reddito e di finanziare per intero l'attività della Lucchese. Per questo dovrà ospitare concerti e manifestazioni e ospitare spazi commerciali, direzionali e direttivi». Da non escludere anche l'installazione di cellule fotovoltaiche per generare energia elettrica. Un concetto nuovo di stadio che dovrà riuscire a conciliarsi con un impianto che ha più di 70 anni e che in alcuni settori è protetto da vincoli storici posti dalla sovrintendenza. Per tempi e modalità dei lavori Giuliani prevede all'incirca due anni, seguendo l'esempio di quello che si è fatto a Genova con lo stadio Marassi nei primi anni '90: lavori di maggiore entità nel periodo delle ferie e interventi fatti a piccoli blocchi durante la stagione calcistica.
SAN DONATO. Più incerto invece il futuro dell'area di San Donato sulla quale il consiglio non ha preso una decisione esplicita ma di fatto ha bocciato l'ipotesi di costruzione di un nuovo stadio. «E' ovvio che se si investiranno somme importanti sul Porta Elisa per l'area di San Donato penseremo a qualcosa di diverso e con una metratura più ridotta» conclude Giuliani. Su questo punto non è stata presa alcuna decisione, ma sembra prendere corpo l'idea di ridefinirla come parco destinato allo sport e all'aggregazione, magari inserendoci una piscina olimpionica e altre strutture in grado di ovviare alla carenza di impianti sportivi della città. Per questo caso però i tempi di decisione saranno molto più lunghi perché è necessario il parere degli enti interessati alla redazione del nuovo piano strutturale. Qui si parla di almeno un anno e mezzo di tempo e nel frattempo la Cipriano Costruzioni e il Gruppo Valore elaboreranno il loro progetto per quella zona dove comunque è molto probabile che vogliano realizzare anche dei fondi commerciali.
IL DIBATTITO IN CONSIGLIO. Ventitré voti favorevoli e undici astensioni da parte della minoranza. Questi i numeri con cui è passato l'ordine del giorno che di fatto dà il via libera alla ristrutturazione del Porta Elisa e che il sindaco Mauro Favilla ha ritenuto molto importante «perché contiene indicazioni precise e di carattere pratico». I tentativi invece di portare in votazione un ordine del giorno congiunto di tutti i partiti è naufragato invece dopo un'interruzione dei lavori di oltre mezz'ora. Si è arrivati così a votare due distinti ordini del giorno ed è stato respinto quello redatto da Ulivo-Pd, Governare Lucca e Rifondazione Comunista in cui si riteneva «illogico proporre una variante agli strumenti urbanistici quando è in corso una variante di manutenzione al regolamento» che è uno strumento di transizione tra l'attuale regolamento urbanistico scaduto lo scorso aprile e la predisposizione di nuovi strumenti di pianificazione prevista tra circa un anno. Nessuno provvedimento urbanistico ad hoc, quindi, ma la previsione di qualsiasi progetto di edilizia sportiva nel quadro più ampio delle funzioni dedicate allo sport pensando anche al futuro del Palatagliate e a un uso migliore del Campo Coni. Infine per sviluppare le potenzialità di produrre i redditi del Porta Elisa si proponeva di valutare «la creazione di una società di scopo, aperta alla massima partecipazione dell'imprenditoria, alla quale il Comune partecipi direttamente senza il tramite della Lucca Holding, di cui l'ente sia socio di capitali nella quota da definire e in cui il Comune abbia assicurata la partecipazione significativa negli organi di gestione e di controllo».
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