Il presidio
Gli amministratori ritengono di averli affidati nel pieno rispetto della normativa
Incarichi, il Comune fornirà gli atti richiesti
◗
Il consigliere comunale Matteo Garzella (Pd)Il Comune fornirà alla procura della Corte dei Conti gli atti richiesti sugli incarichi alle persone scelte dalla giunta per lo staff del sindaco, ma a Palazzo Orsetti gli amministratori sono convinti di aver agito nel rispetto delle norme.
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il Comune fornirà alla procura della Corte dei Conti gli atti richiesti sugli incarichi alle persone scelte dalla giunta per lo staff del sindaco, ma a Palazzo Orsetti gli amministratori sono convinti di aver agito nel rispetto delle norme.
Intanto il consigliere comunale del Pd, Matteo Garzella, ricorda che all'origine dell'inchiesta avviata dalla magistratura contabile ci sono due interrogazioni che un anno fa aveva rivolto al sindaco Favilla.
«Nelle due distinte interpellanze - spiegachiedevo chiarimenti su situazioni irregolarità che, a mio avviso, potrebbero aver orginato spese arbitrarie da parte dell'ente».
La prima interpellanza era relativa al capo di gabinetto. «Nel luglio 2007 - ricorda il consigliere - la giunta approva l'istituzione di un nuovo dirigente, attribuendo funzioni dirigenziali al capo di gabinetto. Con questo provvedimento lo stipendio del capo di gabinetto lievita a 125.000 euro all'anno (per un totale di circa 590.000 euro fino alla fine del mandato del sindaco).
«Inoltre nel settembre 2007 la giunta approva una seconda modifica al regolamento, nella quale si stabilisce che il capo di gabinetto, se individuato dal sindaco in un soggetto esterno all'ente, può assumere l'incarico a prescindere dal titolo di studio posseduto.
«Questa decisione fu probabilmente assunta per inquadrare l'assunzione dell'attuale capo di gabinetto, dal cui curriculum risulta non essere laureato».
Per Garzella, questa scelta non sembra essere in linea con il contratto collettivo nazionale dei dirigenti del pubblico impiego «che prevede che possa assumere funzione di dirigente solo chi è in possesso del diploma di laurea (requisito necessario anche secondo il Testo unico per gli enti locali, e come decretato da sentenze della Corte dei Conti e circolari del ministero della Funzione pubblica)».
La seconda interpellanza era relativa agli incarichi dello staff del sindaco.
«Nell'agosto 2007 la giunta decide - aggiunge il consigliere - di attivare due collaborazioni per l'ufficio di gabinetto: il portavoce e l'addetto alle attività di informazione. Per questi incarichi vengono stipulati contratti di collaborazione coordinata e continuativa, tipologia contrattuale che però non sarebbe ammessa per gli uffici di staff. Secondo il testo unico per gli enti locali, gli uffici alle dirette dipendenze del sindaco possono essere costituiti da collaboratori esterni assunti con contratto a tempo determinato, cui deve essere applicato il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali».
A giudizio di Garzella, questa procedura fece «lievitare l'importo dei due stipendi (complessivi 556.373 euro in cinque anni). Infatti se le due persone individuate fossero state assunte secondo le procedure indicate dal testo unico probabilmente non sarebbe stato possibile conferir loro compensi così elevati, perché sarebbero stati inquadrati, al più - per il titolo di studio posseduto (diploma di scuola media superiore) - nella categoria economica C1, che prevede una retribuzione annuale di circa 25.000 euro.
«Di gran lunga inferiore al compenso percepito attualmente dai due collaboratori dell'ufficio di gabinetto (rispettivamente 58.500 e 55.400 euro l'anno)».
Il consigliere si sofferma poi sulla posizione del portavoce ritenendo diversa, da questo punto di vista, la situazione dell'ufficio stampa su cui la normativa è più permissiva.
«Essendo il portavoce sprovvisto del diploma di laurea - afferma Garzella - forse non avrebbe nemmeno potuto essere assunto come co.co.co., in assenza dell'"alto contenuto di professionalità" di cui parla la normativa vigente, da intendersi, come ribadito da direttive del Ministero, con "il possesso di titoli di studio superiori (laurea)"».
Intanto il consigliere comunale del Pd, Matteo Garzella, ricorda che all'origine dell'inchiesta avviata dalla magistratura contabile ci sono due interrogazioni che un anno fa aveva rivolto al sindaco Favilla.
«Nelle due distinte interpellanze - spiegachiedevo chiarimenti su situazioni irregolarità che, a mio avviso, potrebbero aver orginato spese arbitrarie da parte dell'ente».
La prima interpellanza era relativa al capo di gabinetto. «Nel luglio 2007 - ricorda il consigliere - la giunta approva l'istituzione di un nuovo dirigente, attribuendo funzioni dirigenziali al capo di gabinetto. Con questo provvedimento lo stipendio del capo di gabinetto lievita a 125.000 euro all'anno (per un totale di circa 590.000 euro fino alla fine del mandato del sindaco).
«Inoltre nel settembre 2007 la giunta approva una seconda modifica al regolamento, nella quale si stabilisce che il capo di gabinetto, se individuato dal sindaco in un soggetto esterno all'ente, può assumere l'incarico a prescindere dal titolo di studio posseduto.
«Questa decisione fu probabilmente assunta per inquadrare l'assunzione dell'attuale capo di gabinetto, dal cui curriculum risulta non essere laureato».
Per Garzella, questa scelta non sembra essere in linea con il contratto collettivo nazionale dei dirigenti del pubblico impiego «che prevede che possa assumere funzione di dirigente solo chi è in possesso del diploma di laurea (requisito necessario anche secondo il Testo unico per gli enti locali, e come decretato da sentenze della Corte dei Conti e circolari del ministero della Funzione pubblica)».
La seconda interpellanza era relativa agli incarichi dello staff del sindaco.
«Nell'agosto 2007 la giunta decide - aggiunge il consigliere - di attivare due collaborazioni per l'ufficio di gabinetto: il portavoce e l'addetto alle attività di informazione. Per questi incarichi vengono stipulati contratti di collaborazione coordinata e continuativa, tipologia contrattuale che però non sarebbe ammessa per gli uffici di staff. Secondo il testo unico per gli enti locali, gli uffici alle dirette dipendenze del sindaco possono essere costituiti da collaboratori esterni assunti con contratto a tempo determinato, cui deve essere applicato il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali».
A giudizio di Garzella, questa procedura fece «lievitare l'importo dei due stipendi (complessivi 556.373 euro in cinque anni). Infatti se le due persone individuate fossero state assunte secondo le procedure indicate dal testo unico probabilmente non sarebbe stato possibile conferir loro compensi così elevati, perché sarebbero stati inquadrati, al più - per il titolo di studio posseduto (diploma di scuola media superiore) - nella categoria economica C1, che prevede una retribuzione annuale di circa 25.000 euro.
«Di gran lunga inferiore al compenso percepito attualmente dai due collaboratori dell'ufficio di gabinetto (rispettivamente 58.500 e 55.400 euro l'anno)».
Il consigliere si sofferma poi sulla posizione del portavoce ritenendo diversa, da questo punto di vista, la situazione dell'ufficio stampa su cui la normativa è più permissiva.
«Essendo il portavoce sprovvisto del diploma di laurea - afferma Garzella - forse non avrebbe nemmeno potuto essere assunto come co.co.co., in assenza dell'"alto contenuto di professionalità" di cui parla la normativa vigente, da intendersi, come ribadito da direttive del Ministero, con "il possesso di titoli di studio superiori (laurea)"».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
