Mezzo milione di stipendi ai vertici Asl
I.B.
Ma i primari costano anche di più: 5,5 milioni per 44 professionisti
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LUCCA. Costano oltre mezzo milione di euro i vertici Asl. Con la sola eccezione del direttore dei servizi socio-sanitari, gli stipendi dei manager dell’azienda sanitaria lucchese (28 Comuni) superano abbondantemente i 100mila euro l’anno, esclusi gli eventuali premi della Regione. Non poco, in senso assoluto. Ma confrontando le cifre con gli stipendi dei primari, si conferma una tendenza già rilevata da Il Sole 24 ore, in un’inchiesta di fine 2005 sui costi della sanità: a guadagnare più di tutti all’Asl sono i primari. Soprattutto quelli di fama che svolgono un’intensa attività libero-professionale. Non a caso, gli stipendi medi dei 44 primari dell’azienda sanitaria, sommati, superano i 5 milioni e mezzo, considerando anche gli introiti da libera professione. Sono dieci volte tanto gli stipendi dei manager della sanità lucchese.
I conti sono presto fatti. Il direttore generale dell’Asl di Lucca, Oreste Tavanti, prende oggi poco meno di 140mila euro lordi l’anno, secondo quanto stabilito dalla Regione Toscana, che non passa per essere una di quelle dai compensi più alti. Il direttore sanitario, Roberto Biagini, e quello amministrativo, prendono lo stesso stipendio: 111.554 euro, oltre a eventuali premi regionali (previsti anche per Tavanti). Stipendio analogo per Emanuela De Franco, responsabile dei presidi ospedalieri; mentre per il direttore dei servizi sociali, Antonio Elmi, il compenso è più basso: circa 78mila euro, per il fatto che il professionista non ha la delega ai servizi sociali per la piana di Lucca.
Tutti insieme, i direttori costano oltre mezzo milione di euro in un’azienda sanitaria che per gli stipendi del personale nel 2006 ha speso oltre 126milioni di euro. Quelli dei primari, però, sono più alti. Lo stipendio annuo varia da un minimo di 97mila euro a un massimo di 138mila euro lordi. A questi compensi, però, si aggiungono gli introiti da libera professione: da un minimo di 2mila euro l’anno «per chi fa solo poche ore», fino a un massimo di 220mila euro (ma solo in un caso). Quindi, fra i primari c’è chi arriva a prendere anche 350mila euro l’anno e chi si ferma poco sopra la soglia dei 100mila euro. «La differenza di compensi, in particolare di quelli legati all’attività libero-professionale - spiega Daniela Donati - è legata alla quantità delle sedute oltre che alla fama del professionista. Questo è naturale». Chi è più richiesto, ovviamente, lavora di più. E a tariffe più alte anche se, in generale, i primari più richiesti sono quelli dell’area chirurgica. In media, comunque, i primari guadagnano circa 30mila euro a testa dalla libera-professione.
Gli stipendi di vertice, però, non si esauriscono con i primari. L’Asl, infatti, spende oltre 1 milione e 700mila euro per gli stipendi dei dirigenti non sanitari: 22 fra chimici, amministrativi, tecnici, biologi che hanno compensi fra 72mila e 100mila euro lordi l’anno.
I conti sono presto fatti. Il direttore generale dell’Asl di Lucca, Oreste Tavanti, prende oggi poco meno di 140mila euro lordi l’anno, secondo quanto stabilito dalla Regione Toscana, che non passa per essere una di quelle dai compensi più alti. Il direttore sanitario, Roberto Biagini, e quello amministrativo, prendono lo stesso stipendio: 111.554 euro, oltre a eventuali premi regionali (previsti anche per Tavanti). Stipendio analogo per Emanuela De Franco, responsabile dei presidi ospedalieri; mentre per il direttore dei servizi sociali, Antonio Elmi, il compenso è più basso: circa 78mila euro, per il fatto che il professionista non ha la delega ai servizi sociali per la piana di Lucca.
Tutti insieme, i direttori costano oltre mezzo milione di euro in un’azienda sanitaria che per gli stipendi del personale nel 2006 ha speso oltre 126milioni di euro. Quelli dei primari, però, sono più alti. Lo stipendio annuo varia da un minimo di 97mila euro a un massimo di 138mila euro lordi. A questi compensi, però, si aggiungono gli introiti da libera professione: da un minimo di 2mila euro l’anno «per chi fa solo poche ore», fino a un massimo di 220mila euro (ma solo in un caso). Quindi, fra i primari c’è chi arriva a prendere anche 350mila euro l’anno e chi si ferma poco sopra la soglia dei 100mila euro. «La differenza di compensi, in particolare di quelli legati all’attività libero-professionale - spiega Daniela Donati - è legata alla quantità delle sedute oltre che alla fama del professionista. Questo è naturale». Chi è più richiesto, ovviamente, lavora di più. E a tariffe più alte anche se, in generale, i primari più richiesti sono quelli dell’area chirurgica. In media, comunque, i primari guadagnano circa 30mila euro a testa dalla libera-professione.
Gli stipendi di vertice, però, non si esauriscono con i primari. L’Asl, infatti, spende oltre 1 milione e 700mila euro per gli stipendi dei dirigenti non sanitari: 22 fra chimici, amministrativi, tecnici, biologi che hanno compensi fra 72mila e 100mila euro lordi l’anno.
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