Il Tirreno

Lucca

Lutto per la comunità ecclesiale

Addio a monsignor Pietro Gianneschi: la vita al servizio della chiesa

Addio a monsignor Pietro Gianneschi: la vita al servizio della chiesa

Nel 1984 divenne vicario generale della diocesi

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 LUCCA. Un lutto che colpisce tutta la diocesi: si è spento monsignor Pietro Gianneschi. A Capezzano Pianore, dove era nato 86 anni fa, iniziò la sua vita al servizio della chiesa. Da Viareggio, dove fu parroco moderatore di San Paolino, a Lucca, dove ha ricoperto incarichi sempre più importanti (fu segretario personale di monsignor Enrico Bartoletti e poi vicario generale della Diocesi con monsignor Giuliano Agresti), la sua è stata un’esistenza all’insegna della fede e degli altri.

«Don Pietro ha speso la vita a servizio dell'amata Chiesa lucchese ricoprendo diversi incarichi e lavorando per la recezione del Vaticano II e la promozione del laicato – lo ha ricordato l’arcivescovo Paolo Giulietti, da Assisi dove è in corso l’assemblea generale della Cei, appena appresa la notizia della morte di monsignor Gianneschi – lo pensiamo accanto al vescovo Enrico Bartoletti nella gioia di Dio».

Le condizioni di salute, già precarie, si sono aggravate fino alla morte nella sera di martedì all’ospedale Versilia. La salma è stata esposta nell'obitorio dell'ospedale; le esequie verranno celebrate domani alle 15 nella chiesa parrocchiale di Capezzano Pianore.

Don Pietro era nato qui il 28 febbraio 1937 e nella chiesa di Capezzano fu battezzato il 3 marzo successivo e poi cresimato il 29 settembre 1943. Entrato nel seminario arcivescovile di Lucca, dove ha compiuto gli studi, ricevette il diaconato il 19 dicembre 1959 e poi fu ordinato presbitero della Diocesi di Lucca il 26 giugno 1960. Nei primi anni di sacerdozio, oltre a essere stato cappellano a San Lorenzo a Vaccoli, ricoprì l’incarico di segretario dell’arcivescovo Antonio Torrini e poi di monsignor Enrico Bartoletti, rimanendo al fianco di quest’ultimo fino alla sua morte nel 1976. Proprio grazie alla vicinanza con monsignor Bartoletti fu testimone diretto dell’operato di quest’ultimo come segretario generale della Cei, a Roma, e tra i principali depositari della memoria delle vicende che nei primi anni ’70 caratterizzarono la chiesa e la società italiana. In quegli anni fu anche insegnante nel seminario arcivescovile e assistente della Federazione universitaria cattolica italiana.

Con il suo rientro a Lucca, da Roma, dopo la morte di monsignor Bartoletti, dal 1978 fu più volte, fino ad anni recenti, membro del Consiglio presbiterale. Dal 1981 al 1984 fu nominato dall’Arcivescovo Giuliano Agresti vicario episcopale per l'Apostolato dei laici. Dal 1983 fu membro di diritto del Consiglio pastorale diocesano. Nel 1984 divenne cappellano di Sua Santità ed entrò nel Capitolo della cattedrale come canonico. Il 28 aprile 1984 monsignor Agresti lo nominò vicario generale della Diocesi. Dal 19 settembre 1990 al 19 maggio 1991 fu amministratore diocesano, eletto dal Collegio dei consultori, a seguito della morte di Agresti. Rimase vicario generale fino al 1992 quando l’arcivescovo Bruno Tommasi lo nominò parroco moderatore di San Paolino a Viareggio. Sempre negli anni ’90 fu assistente generale dell’Azione cattolica in Toscana, membro della commissione preparatoria del Sinodo diocesano e docente nella Scuola di formazione teologica diocesana. Tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 fu di nuovo vicario episcopale per i laici e anche vicario episcopale per l’attuazione delle unità pastorali. Il 14 settembre 2000 fu nominato parroco di San Vito a Lucca, incarico ricoperto fino al 2016. Per l’età e le condizioni di salute da alcuni anni era a disposizione della Diocesi, avendo lasciato ogni incarico pastorale, fino ad essere accolto alla Casa del Clero di Lucca dove continuamente aveva visite. Fino a che è stato possibile ha partecipato alle principali celebrazioni in Cattedrale e anche agli incontri con l’assemblea del clero diocesano, l’ultimo dei quali lo scorso fine settembre.

In 63 anni di sacerdozio è stato padre spirituale di molte persone. «Si è sempre speso a favore dei laici, per la loro formazione e per la loro promozione nella Chiesa come nella società. L’esperienza di segretario personale di monsignor Bartoletti – sottolinea una nota della Diocesi – ha segnato la sua vita, non mancando mai di farsi portavoce e cassa di risonanza della memoria e delle indicazioni del Concilio, di una Chiesa cioè votata all’evangelizzazione e alla promozione degli uomini e delle donne. In molti lo ricordano come grande animatore di spiritualità e anche delle comunicazioni sociali diocesane. La Chiesa di Lucca vive con dolore questo momento e porge le più sentite condoglianze ai familiari e agli amici; si unisce però con fede e speranza alle preghiere che stanno accompagnando don Pietro all’incontro con il Padre, come anche al ricordo di grande riconoscenza che tanti stanno dimostrando fin dalle prime ore di questa mattina, quando la notizia della sua morte si è diffusa anche ben oltre la Diocesi di Lucca». l


 

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