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L'ex moglie di Cipollini: "Mi puntò la pistola alla testa, per tre ore"

L'ex moglie di Cipollini: "Mi puntò la pistola alla testa, per tre ore"

Testimonianza choc della donna durante la prima udienza del processo che vede imputato l'ex marito per maltrattamenti e stalking su di lei

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LUCCA. Chiusa in camera da letto con il marito che le puntava una pistola alla testa, per tre, interminabili, ore. Questo ha raccontato in aula, davanti al giudice del tribunale di Lucca, Sabrina Landucci, ex moglie di Mario Cipollini, l'asso del ciclismo che più di una volta si è trovato sul banco degli imputati.

Il racconto che lei ha reso nell'aula del Galli Tassi, nel corso dell'udienza che si è protratta fino al pomeriggio inoltrato di mercoledì 9 ottobre, è arrivato nell'ambito della prima seduta del processo che in questo caso vede sotto accusa l'ex Re Leone per i maltrattamenti e lo stalking sull'ex moglie.

Una testimonianza choc che la donna ha reso con le lacrime agli occhi: l'ex moglie dell'atleta ha spiegato che quell'episodio giunse al culmine di una delle tante liti con l'allora marito, liti durante le quali più volte lui l'aveva anche picchiata e offesa. E se finora non aveva mai rivelato quegli orribili momenti sotto la minaccia della pistola (detenuta regolarmente dal marito), ha raccontato sempre in tribunale, è stato solo per proteggere le figlie ancora piccole e la carriera del campione.

Nella foto, Mario Cipollini e Sabrina Landucci in uno scatto del 2001: pubblichiamo la foto di una donna vittima di violenza solo perché è sua volontà essere citata.

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