Il Tirreno

Livorno

museo fattori 

Quadri, poesie e un convegno Omaggio all’arte dell’era atomica

Roberto Riu
Quadri, poesie e un convegno Omaggio all’arte dell’era atomica

Il movimento dell’Eaismo, ideato dal pittore livornese Voltolino Fontani nel 1948, viene ricordato e celebrato per la sua forza e la sua attualità

3 MINUTI DI LETTURA







La guerra era appena finita da tre anni col suo lascito di morte e distruzione quando a Livorno nell’autunno del 1948 prese vita l’ “Eaismo”, un movimento artistico ideato dal pittore Voltolino Fontani, all’epoca neppure trentenne, coinvolgendo nel gruppo alcuni suoi amici ovvero Angelo Sirio Pellegrini, Guido Favati e Marcello Landi, a cui in seguito si unì anche Aldo Neri.

A settant’anni dalla sua nascita quel particolare movimento, in cui coesistevano pittura e poesia, sarà rievocato attraverso un convegno ed una mostra esemplificativa promossi dall’Archivio Voltolino Fontani col patrocinio del Comune ed ospitati a Villa Mimbelli, sede del Museo Civico “Giovanni Fattori” (via San Jacopo in Acquaviva 65): coordinato da Alice Barontini il convegno, che è in programma martedì 4 dicembre (ore 16, 30), vedrà gli interventi di Gianni Schiavon, Riccardo Rossi Menicagli, Michele Pierleoni e Giacomo Romano, mentre Simonetta Del Cittadino leggerà alcune poesie “eaiste” composte da Guido Favati, Marcello Landi, Voltolino e Germano Fontani.

L’intento è quello di far conoscere l’esistenza e la portata dell’Eaismo, il cui manifesto fu reso noto alla radio e nel quale si criticavano gli altri movimenti precedenti come il futurismo, il cubismo oppure il surrealismo: «È stato un movimento di pittura e poesia – spiega Adila Fontani – che segnò uno sforzo concreto di svecchiamento dell’arte nel panorama culturale livornese dell’immediato dopoguerra. Fu una vera avanguardia e, pur nato in provincia, non fu assolutamente provinciale».

Ma da dove proviene la denominazione “Eaismo”? La Seconda Guerra Mondiale era finita da pochi anni e fra le tante atrocità di quel conflitto suscitò grande impressione e preoccupazione per la sua potenza devastante l’impiego della bomba atomica, sganciata per la prima volta il 6 agosto 1945 radendo al suolo la città di Hiroshima (a cui seguì il 9 agosto un secondo bombardamento atomico, questa volta su Nagasaki) con lo scopo da parte degli americani di costringere il Giappone alla resa: con quelle due terrificanti incursioni aeree si era perciò entrati a pieno titolo nell’era atomica, un periodo che viviamo tuttora e nel quale aleggia sempre una certa inquietudine pensando alle migliaia di testate nucleari sparse per il mondo.

La denominazione del movimento deriva appunto dall’acronimo “Ea” (ovvero le iniziali di Era atomica): «Dopo 70 anni – continua Fontani – il messaggio morale dell’Eaismo è ancora attualissimo contro la guerra e l’energia atomica, oltre che per auspicare un’arte che esprima il tempo in cui nasce senza manierismi, ma sintetica ed essenziale». L’Eaismo fu attivo per circa un decennio ed attrasse anche altri artisti come Giancarlo Cocchia, Giulio Guiggi, Giuseppe Roffi, Corrado Carmassi e Germano Fontani, fratello di Voltolino: «L’entusiamo dei primi momenti si esaurì piuttosto presto e rimasero solo Fontani e Landi a tenerne alta la bandiera nel corso degli anni’50, anche con articoli di spessore pubblicati sulla stampa dell’epoca».” A corredo del convegno la “Sala rossa” e la “Sala verde” di Villa Mimbelli ospiteranno una mostra comprendente una quindicina di opere legate al movimento eaista, in prevalenza realizzate da Voltolino Fontani: la mostra sarà visitabile gratuitamente dal 4 al 9 dicembre. Info: www. voltolinofontani. it –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana