Politica
Il pianoforte di De Simone al Mascagni
Il docente interpreta l’arte della variazione in Haendel, Brahms e Schumann
LIVORNO. Prosegue l’attività concertistica del Conservatorio livornese, che, reduce dagli impegni dell’Orchestra sinfonica, degli ensemble di fiati e dell’ensemble jazz dell’Istituto e in attesa dell’imminente avvio delle tradizionali rassegne primaverili - di musica da camera, con la Rassegna Pietro Nardini, e sugli autori contemporanei, con la Rassegna Suoni Inauditi - produce una costante offerta musicale di alto livello.
È, dunque, nell’ambito di questo impegno produttivo che s’iscrive il recital del pianista fiorentino, docente di pianoforte principale del Mascagni, Sergio De Simone, che, oggi alle 18, nell’Auditorium Cesare Chiti dell’Istituto, sarà interprete di pagine pianistiche della letteratura barocca e di quella del pieno romanticismo.
Il programma si apre con la Ciaccona in sol maggiore di Georg Friedrich Händel (1685-1759), la più celebre e la più eseguita delle tre Ciaccone per clavicembalo, la cui edizione, a Londra si data intorno al 1733, formata da 21 variazioni, otto delle quali passano dal tono maggiore al minore, e che si caratterizza per ampi slanci lirici.
Seguirà, di Johannes Brahms (1833-1897), l’op. 21, Variazioni su un tema originale op. 21 n. 1 e Variazioni su un tema ungherese op. 21 n 2 , che vide la luce tra il 1856 e il 1857.
Il concerto di Sergio De Simone, fiorentino, con intensa attività pianistica in Europa, Stati Uniti e Australia è a ingresso libero.
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