Storia di amore, Aids e ribellione nella Sicilia anni ’80
LIVORNO. Partenza col botto per la stagione teatrale del Grattacielo che venerdì sera alle 21,30 presenta come primo spettacolo "Io mai niente con nessuno avevo fatto" di Vucciria Teatro, compagnia...
LIVORNO. Partenza col botto per la stagione teatrale del Grattacielo che venerdì sera alle 21,30 presenta come primo spettacolo "Io mai niente con nessuno avevo fatto" di Vucciria Teatro, compagnia catanese che si muove tra la Sicilia e Roma e che incentra il suo lavoro sulle performances dei suoi attori. In questo caso sono i due fondatori del gruppo, Joele Anastasi e Enrico Sortino, e la loro strettissima collaboratrice Federica Carruba Toscano.
A loro piacciono le storie vere, spesso crude, e recitano senza orpelli, con la scena spoglia, contando soltanto sulla forza dei loro corpi. Hanno scelto la parola Vucciria per darsi un nome perché - spiegano - vuol dire "baccano" ed è anche il nome del famoso mercato di Palermo. Nella provincia di Palermo è ambientato il loro spettacolo che contiene molti ricordi familiari dell'autore Joele Anastasi. Si sono imposti di non mettere mai in scena "ciò che non muove gli spettatori, che li intrattiene senza cambiarli senza farli tremare fin nel profondo".
"Io mai niente con nessuno avevo fatto" è stato il loro primo spettacolo, ha debuttato nel 2013 e vinto diversi premi per la drammaturgia come quelli al San Diego Fringe Festival e al Roma Fringe Festival, a Stazioni d'Emergenza a Napoli, al Festival Direction under 30 del Teatro Sociale di Gualtieri. Insomma siamo sul versante del teatro d'avanguardia, indipendente e autoprodotto, Vucciria Teatro soprattutto nelle grandi città come Roma e Torino è stato accolto dal pubblico con grande interesse. E qui ci pongono davanti a una storia ambientata in un paesino della Sicilia negli anni 80 dove si spia e si mormora dietro le persiane. Due cugini crescono come fratello e sorella: lui, Giovanni, è l'incarnazione dell'innocenza, dello sguardo buono sul mondo. Rosaria è tutto per lui, sorella madre, figlia e fidanzata, fino a che non spunta Giuseppe, l'insegnante di danza che diventa l'unico amore-amante di Giovanni. La storia si trasforma in tragedia quando Giovanni viene infettato dall'Aids, proprio lui che - come recita il titolo "mai niente con nessuno aveva fatto".
Ma mentre tutti già lo piangono morto lui si ribella al suo destino e trova il coraggio che gli altri non hanno. Vuoi per il candore del protagonista che per il suo istinto di vita che fanno dello spettacolo un lavoro capace di sensibilizzare il pubblico nei confronti di una tematica sociale come l'Aids, si capisce come abbia ricevuto diversi patrocini, da quello di Roma Capitale a N.P.S. Italia (Network Persone Sieropositive), dalla Lila all'Arcigay di Catania, al Circolo Mario Mieli. A Livorno ha appena avuto il patrocinio dell'Arcigay.
Sempre al Grattacielo giovedì alle 21,15 secondo appuntamento per avvicinarsi al Balfolk.Si balleranno danze di gruppo ed a coppia, chapelloise, cerchio circasso, danze francesi, greche, italiane, slave ed ancora polke, valzer, mazurke francesi. Non serve avere un partner, si balla con chi capita. Il balfolk sta attirando un gran numero di persone di tutte le età, dai più giovani, ai più maturi. Al Grattacielo a guidare le danze sarà Paolo del gruppo La Girandola.
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