Tutti pazzi per Mateo Chiarini. «E io sono pazzo per Livorno»
Il gaucho si è ripreso dalla febbre: «Con Piombino una delle mie migliori partite. La nostra gioventù ci permette di aggredire in difesa, ma ci serve più costanza»
LIVORNO. Una prestazione da fenomeno, da giocatore fuori categoria. El Jefecito – il piccolo capo – Mateo Chiarini contro Piombino si è caricato la squadra sulle spalle chiudendo con una prova “monstre” da 30 punti, 11 falli subiti, 6 rimbalzi e 4 assist per un complessivo 39 di valutazione. Il titolo di “Pistolero” sulle pagine della Lnp e una delle migliori prestazioni assolute del dodicesimo turno in B Nazionale.
«Purtroppo a Montecatini non ero potuto essere presente al fianco dei miei compagni – esordisce il numero 2 della Caffè Toscano –. Stavo malissimo, avevo la febbre a 40. Ma sapevo che avrei dovuto voltare subito pagina e avevo una voglia enorme di tornare a giocare e dare una mano alla squadra».
È arrivata una bella vittoria e la sua prestazione è stata clamorosa.
«È stata un’ottima partita a livello personale, non so se la migliore alla PL, ma una delle migliori sì. Il primo tempo siamo stati vulnerabili a livello difensivo, mentre nelle ripresa abbiamo cambiato qualcosa tatticamente e siamo riusciti a imporre il nostro gioco. Piombino è una squadra molto forte, ma sappiamo bene che in casa dobbiamo sempre vincere. Siamo contenti, è stata una grande partita da parte di tutti».
Cosa è cambiato tra primo e secondo tempo?
«Abbiamo messo molta più energia in entrambe le metà campo. La differenza però l’ha fatta l’aggressività che abbiamo messo in difesa sui loro portatori di palla. In particolare Luca (Campori, ndr) ha fatto un lavoro eccezionale».
Adesso c’è la trasferta di Salerno.
«E quello deve essere il nostro unico obiettivo. Non dobbiamo guardare oltre la partita di mercoledì (domani, ndr). È una sfida fondamentale».
Si gioca ogni tre giorni in questa Serie B, poco tempo per riposarsi.
«In Argentina ero abituato a giocare sempre ogni due-tre giorni, quindi paradossalmente per me qui in Italia è più tranquilla la cosa. Sono preparato e pronto per giocare ogni volta che serve».
Quali sono le qualità migliori di questa Caffè Toscano?
«Siamo una squadra giovane e questa per me è la nostra caratteristica migliore. Ci permette di avere grande aggressività e intensità in entrambe le fasi di gioco».
Dove invece deve crescere di più la squadra?
«Dobbiamo aumentare la costanza nella solidità difensiva. Nel secondo tempo lo abbiamo fatto benissimo, mentre nel primo non ci siamo riusciti. Devono essere di più i minuti in cui dietro alziamo il muro».
A fine partita un’infinita di bambini l’ha sommersa chiedendole selfie e autografi. Che effetto le fa?
«È un qualcosa di pazzesco. Al palazzetto ci sono un sacco di bambini, ma anche la gente più adulta ci sostiene con un calore e una costanza fantastica. Giochiamo con un uomo in più che sia casa o trasferta. Possiamo solo ringraziarli per il loro sostegno».
A livello di gruppo come si sta trovando?
«L’ho detto dal primo giorno in cui sono arrivato: la squadra mi ha permesso di integrarmi al meglio e qualsiasi necessità abbia c’è subito qualcuno pronto ad aiutarmi. I compagni e lo staff sono incredibili».
E la città? Come sta a Livorno quando non è impegnato sul parquet?
«Bellissima, mi piace un sacco. A Cordoba non abbiamo il mare e andare a fare una passeggiata con quel panorama è davvero il massimo. La cosa più bella però è un’altra. Ogni volta in cui vado in centro a fare un giro, incontro tifosi che mi riconoscono, mi salutano, mi incitano in vista della partita successiva. Una passione unica».
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