Livorno, Esciua: «Una parte dei tifosi è prevenuta verso di noi, si aspettano cose che non siamo in grado di dare»
Esciua avverte: «Colpito e offeso da chi dice che siamo usciti apposta dalla Coppa»
LIVORNO. La vicenda Bassini e le conseguenze che hanno portato alle dimissioni di Gianni Palumbo, tengono banco alla vigilia del match con il Figline. Il presidente Joel Esciua spiega in prima persona l’accaduto: «Per noi è un fallimento. Siamo tristi e arrabbiati. La società ha fatto un errore enorme. Volevamo onorare la Coppa Italia al 100%, sia chiaro. Ho letto qualche commento che diceva che abbiamo fatto questo errore volutamente per uscire dalla competizione. Questo mi ha offeso e colpito moltissimo. Adesso dobbiamo solo essere forti e uniti per superare questo errore e ripartire».
Le responsabilità di chi sono?
«Di tutta la società. Poi certe persone ne hanno avute di più. Chiarisco che non mi riferisco a Favarin. Palumbo? È una persona generosa e appassionata. Si è preso tutte le colpe. Anche troppe. Non siamo riusciti a parlarci subito dopo l’accaduto. Poi abbiamo ricevuto la lettera di dimissioni e non abbiamo potuto far altro che accettarle. Erano successe anche altre cose che ci avevano indotto a fare delle riflessioni sull’adeguatezza del suo ruolo. Al momento non abbiamo ancora deciso come sostituirlo e nessuno ha preso il suo posto».
Come risarcirete i tifosi presenti a Gavorrano?
«È stata la prima cosa a cui ho pensato. Li risarciremo direttamente e in maniera adeguata. Il danno emozionale non possiamo cancellarlo, ma quello economico sì. È il minimo che possiamo fare».
C’è margine per ricucire lo strappo società-tifoseria?
«C’è una parte di tifosi che era prevenuta verso di noi sin dall’estate e che si aspettava cose che non siamo in grado di dare. Poi l’episodio delle bandiere ha aumentato le distanze. Ribadisco per l’ultima volta che per quanto mi riguarda poteva essere qualsiasi bandiera, non solo quella palestinese. La politica non dovrebbe entrare allo stadio. Probabilmente a qualcuno fa comodo portarcela per poterla poi fare anche al di fuori. Io dico che sarebbe meglio essere uniti, e durante la partita pensare tutti solo al bene della squadra. La maggior parte dei tifosi la pensa come me».
Giancarlo Favarin sposta invece l’obiettivo sul campo, per un match fondamentale per tanti motivi.
«Abbiamo parlato dell’accaduto, era inevitabile. Ma ci siamo concentrati su quanto di buono abbiamo fatto in campo a Gavorrano. Abbiamo ritrovato morale e convinzione nei nostri mezzi. Oggi non avremo Cori e Menga. Cesarini? Sta bene e sono convinto che se riesce a trovare continuità farà presto a entrare in condizione. A centrocampo giocherà uno tra Luci e Tanasa».
Il Figline qua evoca brutti ricordi. Che partita si aspetta?
«Metteremo la giusta rabbia, al di là del passato. Noi pensiamo solo al presente. Con il nuovo sistema di gioco stiamo crescendo, anche nella condizione fisica e vogliamo continuare a farlo. A testa bassa verso l’obiettivo».
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