Il presidio
La domenica nera di PL e LL. Ma questa è una B di fuoco
Torneo di livello molto più alto rispetto a un anno fa e classifica corta. Ecco stavolta cosa non ha funzionato per Cardani e Andreazza
LIVORNO. Una domenica nera. Per PL e Libertas è il momento di leccarsi le ferite.
Qui PL
Le sconfitte non sono mai figlie di una sola ragione e proprio per questo vanno analizzate a 360 gradi. Non fa eccezione il passo falso maturato dalla Pielle domenica sera al cospetto di una buonissima e ben allenata Sant’Antimo (andrà ai playoff, vedrete); sul 31-22 i meccanismi fin lì perfetti di Campori e soci hanno cominciato a sporcarsi, così come le percentuali. Uno dei principali motivi del ko è infatti da ricercare nella serata no al tiro: 3/26 dall’arco - vale a dire il 12% - e nel basket moderno vincere con tali cifre risulta pressoché impossibile. Non per la Pielle, per tutti. Poi ci sono i meriti di Sant’Antimo (tanti), brava a far valere esperienza e lucidità nel momento in cui la squadra di coach Gandini ha rischiato, dopo il +14 (37-51), di essere inghiottita dal fattore Pala Macchia. E ci sono anche gli errori arbitrali, visto che la Caffè Toscano ha dovuto giocare gli ultimi 15 minuti di partita senza Mateo Chiarini per la somma di un fallo antisportivo (nel primo quarto, letteralmente inventato) e di un fallo tecnico (eccessivo). Non sapremo mai come sarebbe andata a finire con l’argentino in campo, magari la Geko avrebbe dilagato (o magari no) ma di certo se gli errori da 3 punti hanno inciso sulla sconfitta della Pielle ugualmente è stato per le gravi sviste arbitrali.
Forse è mancata un po’ di freddezza - mentale e tecnica - per completare la rimonta, ma quando vai a mille all'ora qualche palla persa deve pur essere messa in conto.
Detto questo non è il caso di fare drammi, anche perché l’imprevedibilità di questo girone A è sotto gli occhi di tutti: nessuno a punteggio e nessuno ancorato a quota zero. Diciotto squadre compresse in 6 punti, a dimostrazione del grande equilibrio che caratterizzerà ogni domenica da ora fino a maggio. Con la Pielle, tra 6 giorni, impegnata sul campo di Fiorenzuola, altra formazione da prendere con le molle.
Qui Libertas
L’anno scorso, nella stagione regolare, la Libertas ha perso 5 partite su 30. In questo inizio di campionato ha già ceduto il passo agli avversari in 2 occasioni su. Messa così, la situazione degli amaranto, sembra essere preoccupante. In realtà, il 50% alla voce vittorie/sconfitte può essere spiegato in vari modi.
Uno: la serie B Nazionale rispetto al campionato 2022/23 è difficile come l’Eurolega. Due: la Libertas si è presentata ai nastri di partenza dopo una pre season costellata da acciacchi ed infortuni che ne hanno pesantemente condizionato la preparazione. E forse non è un caso che le sconfitte con Desio e Piombino siano arrivate nella prima settimana stagionale da tre partite in otto giorni. Insomma: le attenuanti generiche ci sono tutte.
Ciò che è meno giustificabile è l’approccio molle alla partita di mercoledì contro la Rimadesio e – venendo all’ultima uscita – i 20 rimbalzi offensivi concessi a Piombino. Pecca, questa, palesata anche al PalaBattisti di Verbania quando Omegna ne catturò 14 sotto il canestro amaranto. Insomma: qualcosa da rivedere c’è.
Non tutto, però, è da buttare nel cassonetto dell'indifferenziata. Di basi da cui ripartire ce ne sono più di una. In primis la capacità di rimanere attaccati alla partita anche nei momenti di bufera. E' successo contro Cassino, a Verbania quando Omegna aveva azzerato il gap di 14 punti, in parte con Desio (da -21 a -5) e anche domenica al PalaTenda, quando l'inerzia era tutta dalla parte della Solbat, prima un rinfrancato Saccaggi (aver ritrovato il cecchino di Carrara è un'altra buona notizia), poi il glaciale Ricci hanno riportato la LL dentro il match. Tuttavia è arrivata la seconda sconfitta consecutiva. E domenica prossima contro Crema sarà vietato fallire per evitare di finire nel gorgo dell'insicurezza e della paura. Ecco perché la sfida con la Logiman è molto importante.
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