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La (beata) solitudine dei numeri primi: questa Libertas continua a incantare

di Fabrizio Pucci
La (beata) solitudine dei numeri primi: questa Libertas continua a incantare

Il derby vinto è stato la svolta, da allora solo vittorie e tanta autostima in più

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LIVORNO. La (beata) solitudine dei numeri primi. Il successo ottenuto domenica con Omegna ha vidimato il primato in classifica della Libertas che così si è aggiudicata la regular season con una giornata d’anticipo e senza dover far ricorso alla classifica avulsa. C’è infatti un solco di quattro punti che divide gli amaranto dalla seconda piazza. Stupefacente se si pensa che la squadra di Coach Andreazza si è arrampicata lassù soltanto la notte del 5 aprile dopo aver vinto il derby con la Pielle con contestuale ribaltamento a proprio favore della differenza canestri. La progressione libertassina nel girone di ritorno è stata paziente, certosina, ma inesorabile e ha ricordato certi scalatori che senza dare l’impressione di forzare, salgono con il proprio passo e staccano la concorrenza con estrema naturalezza.

Traguardo storico

La Libertas che chiude davanti a tutti è evento rarissimo che non si verificava da un’era geologica. Era il 1986 quando la doppia L, griffata Cortan guidata dal grande Alberto Bucci, si aggiudicò il campionato di serie A2 con un record di ventuno successi nove sconfitte. Un altro precedente risale al felice campionato 1980/81, in serie B, chiuso con la promozione. E qui il ricorso deve - di legge - mischiarsi con gli scongiuri. Insomma, questo primo posto entra nella storia e bene hanno fatto i tifosi della Libertas a celebrarlo domenica scorso con ripetuti cori e l’abbraccio collettivo – anche fisico – alla squadra. Anche il re del pragmatismo Marco Andreazza – a suo modo – ha espresso gratitudine al gruppo perché ha concesso un giorno di riposo supplementare. Forti e compagni infatti tornano ad allenarsi oggi alla Palestra Gemini dopo lo stop del Primo Maggio e di ieri.

La svolta

Domenica – a caldo – lo stesso Andreazza ha ammesso che in altri periodi di questa stagione, una partita come quella con Omegna, la Libertas avrebbe rischiato di perderla. E invece l’ha vinta in scioltezza. È la sintesi dell’evoluzione della squadra che affonda le radici in tre partite che hanno sancito la svolta della stagione. Le prime due sono coincise con altrettante sconfitte. La terza è la vittoria più significativa del campionato. Il 22 gennaio la Libertas perde male a Pavia. Sta sopra per 39’ e 12” anche con vantaggi consistenti, ma si butta via. E non era nemmeno la prima volta che succedeva perché analoghe situazioni si erano verificate a Montecatini (sponda Gema), nel derby dell’8 dicembre e in parte anche a Verbania contro Omegna. Ce n’era abbastanza per finire sul lettino dello psicanalista. E invece quattro giorni dopo in Coppa Italia in casa del cingolato Orzinovi (affrontato senza Saccaggi finito la mattina precedente sotto i ferri per i guai alla schiena) la Libertas rimase in partita per 38’ lasciando intendere un carattere d’acciaio.

La partita dello switch definitivo, poi, è stata il derby di ritorno vinto di talento e di garra. Di voglia e d’esperienza appena tre giorni dopo la sconfitta di Vigevano che avrebbe potuto popolare le notti amaranto di fantasmi.

Nel momento più difficile la crescita esponenziale di Lucarelli, l’esempio di Fantoni e di Superman Fratto seguito da tutti gli altri soldati di Andreazza spaccarono la partita e forse anche il campionato. In rapida successione sono arrivate le vittorie consecutive a Piombino, con Herons e infine Omegna: tutti squadroni da parte sinistra della classifica. E la Libertas è sbocciata. Adesso viene il bello. Centrato l'obiettivo dell'ingresso nelle prime quattro, tutto quello che verrà in più sarà tutta gioia, tutta bellezza. In totale serenità e con il sorriso sulle labbra.
 

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