Italia
La gioia del presidente Creati dopo la certezza di un posto ai playoff: «Orgoglioso della nostra PL»
Il numero uno biancoblù:«Frutto del lavoro di tutti, ora avanti con entusiasmo. E i tifosi sono da serie A»
LIVORNO. Sabato sera la sconfitta di Piombino a Omegna aveva consegnato alla Unicusano PL il suo obiettivo stagionale, il raggiungimento dei play-off e la promozione diretta in B d'eccellenza. Domenica, la nettissima vittoria a S.Giorgio su Legnano ha ulteriormente migliorato la situazione: la PL a fine campionato sarà come minimo terza.
Presidente Creati, sabato era il 22 aprile il 22 maggio del 2021 battendo la Virtus Siena la sua squadra saliva in serie B. Quindi in 23 mesi, senza scorciatoie, siete passati dal giocare con Agliana e Valdisieve, con tutto il rispetto ovviamente, ad essere una delle prime 16 squadre della serie B.
«Un motivo di orgoglio, una soddisfazione enorme. Che voglio condividere con tutte le componenti: la squadra, lo staff tecnico e societario, il consiglio di amministrazione e tutti i nostri partner senza i quali gli sforzi che abbiamo fatto in estate e poi in corso d'opera non sarebbero stati possibili».
E i tifosi, pensiamo...
«Questo non c'è nemmeno bisogno di dirlo. Se noi siamo fra le prime 16 squadre di serie B, loro come tifoseria sono fra le prime d'Italia in assoluto».
Basta pensare che domenica prossima saliranno a Vigevano, con due pullman già esauriti, per una partita che forse non conta molto.
«Nessuna partita conta poco, meno che mai una che veda opposte la seconda e la terza di un campionato. Da ognuna si possono trarre delle indicazioni, dei suggerimenti, degli spunti per quelle che verranno dopo».
Lei ha sempre detto che quando si raggiunge un obiettivo bisogna sempre averne pronto un altro. Ce l'ha già, il prossimo?
«Fare il meglio possibile, fino ai limiti delle potenzialità questa squadra ha per quanto riguarda questa stagione. Poi dovremo riunirci con gli altri dirigenti e contattare tutti i nostri partner per verificare se sarà possibile aumentare il budget che comunque già per questo campionato non è stato indifferente».
E Bandecchi? Tempo fa si lesse di qualche suo problema extrasportivo...
«Dovremo parlarci, con lui come con tutti gli altri. Posso solo dire che finora ha rispettato con assoluta precisione tutti i suoi impegni con noi e di questo non possiamo che ringraziarlo»
Avete prolungato il contratto con Beppe Della Noce. E Cardani?
«Lui lo aveva già. Almeno, e sottolineo almeno, fino a giugno 2024 sarà con noi».
Fra i passi in avanti di questa stagione lei mette anche la convenzione con il comune di Fauglia per l'utilizzo della nuova palestra?
«Sicuramente. Intanto voglio sottolineare di come sia stata calorosa e collaborativa l'accoglienza che l'amministrazione comunale ci ha riservato. Ma la cosa più importante è stata quella di aver riunito in un'unica struttura il campo di allenamento, la sala pesi che abbiamo allestito a nostra spese e tutte le attrezzature per la fisioterapia senza costringere i giocatori a saltellare da un indirizzo all'altro. Stiamo studiando le possibilità per renderlo fruibile, nella prossima stagione, anche dalla squadra femminile e dal settore giovanile. Fermo restando che, qualora un giorno o l'altro dovessero andare a gara i rinnovi delle concessioni per uno o più degli impianti cittadini non ci tireremo certo indietro».
Glielo chiedo senza girarci intorno. Meglio arrivare secondi o terzi?
«Noi andiamo in campo per vincere ogni partita e così sarà anche domenica. Sceglierci gli avversari da affrontare non fa parte della nostra cultura sportiva e non lo faremo nemmeno questa volta. Questo deve essere chiaro per tutti».
Al di là di questo, c'è o no il rischio dell'appagamento? Nel senso, alla squadra era stato chiesto di raggiungere un traguardo, ora è stato raggiunto e la famosa sindrome da pancia piena potrebbe fare capolino
«Io non credo proprio che una squadra di giocatori giovani che vogliono affermarsi come professionisti o di professionisti già affermati che vogliono continuare a giocare a alto livello possa correre di questi rischi. Andremo a giocare contro squadre nuove, in una fase che è considerata da tutti come la parte più bella, come l'essenza del basket. E siamo pieni di entusiasmo. Come si fa a essere appagati?».
C'è il turnover. Purtroppo a volte si parla più di quello che delle partite...
«Il turnover può essere un'opportunità o una cosa negativa. Dipenderà molto da come riusciremo a gestirlo come società, come staff tecnico e come squadra. Ma vorrei aggiungere che nei play-off si gioca ogni tre giorni, a volte addirittura ogni due giorni e a volte un turno di riposo più che una scelta può essere una necessità. In questi giorni sono uscite le date ufficiali del primo turno: si giocherà il 14, il 16, il 19 e eventualmente anche il 21 e il 24. Metteteci anche i viaggi, insomma è qualcosa di veramente faticoso».
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