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Calcio: Serie D

Studi, banche, investimenti. Ecco chi è Joel Esciua: imprenditore che vuole il Livorno

di Alessandro Lazzerini
Joel Esciua dal suo profilo Facebook
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Joel Esciua dal suo profilo Facebook

Tre lauree, la scelta di lasciare il Brasile per puntare sull’Europa. Prima Parigi, poi a Londra: è stato anche Ad della Russian Bank

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LIVORNO.  Quando c’è una nuova persona in trattativa per acquistare una società, il primo obiettivo di qualsiasi tifoso è capire alla perfezione chi sia l’interessato in tutte le sue sfaccettature, con i riflettori puntati in particolar modo, ovviamente, sulla sua solidità finanziaria. Non fa eccezione la curiosità dei tifosi del Livorno nei confronti di Joel Esciua.

Cerchiamo quindi di capire con precisione chi sia l’uomo interessato alla società amaranto.

Studi e inizio carriera

Innanzitutto è necessario fare una premessa. Essendo, Esciua, un imprenditore con tanti interessi all’estero e non avendo mai avuto esperienze nel mondo del calcio, non è semplice tratteggiare con certezza un suo profilo. Anche perché non ha un’azienda, o una società, con bilanci. Le informazioni di cui vi parleremo sono prese attraverso varie ricerche su siti internet certificati, ma anche grazie ad alcuni eventi e congressi ai quali il broker brasiliano ha partecipato venendo presentato con varie esperienze passate.

Nato a San Paolo, in Brasile, nel dicembre del 1964, Esciua ha diviso la propria formazione tra Milano, Bruxelles e Parigi. Un viaggio che lo ha portato ed essere poliglotta, visto che parla fluentemente inglese, francese, italiano, portoghese e spagnolo. Nel corso degli anni ’80 ha conseguito tre lauree triennali. Le prime due, in Econometria ed Economia la prima e in Legge la seconda, all’università Pantheon-Assas di Parigi. La terza laurea, in Finanza, l’ha conseguita alla Escp Business School. Subito appena finito il percorso di studi, ha intrapreso la carriera lavorativa all’interno del Citi, una società finanziaria di New York, nella sede di Parigi. Nei quattro anni successivi ha ricoperto il ruolo di Senior Manager presso la Banco Sudameris. Nel quadriennio successivo è stato direttore di vendite alla Anz, banca australiana, nella sede di Londra, dove è rimasto anche nei tre anni dopo come Ceo di Globinvest.

Londra al centro

Nella vita di Esciua ci sono tante città europee, come Bruxelles, Milano, Parigi e Amsterdam, ma quella dove vive e dove ha avuto maggior successo è senza dubbio Londra. Tra la fine degli anni ’90 e gli anni 2000 ha lavorato sempre come capo vendite, quindi da broker, nella Sociètè Generale a Parigi, alla Abn Ambro Bank di Londra e alla DKW, banca olandese con sede sempre nella capitale inglese.

Si arriva al 2006, con il suo arrivo alla Renaissance Capital, di cui è stato anche amministratore delegato così come della Russian Investiment Bank, fino al 2012 quando è passato alla Banca Imi, esperienza chiusa nel 2016. Negli anni successivi ha lavorato come broker in una holding di servizi finanziari (la Polimeta Limited) e nella Croweel Court, società privata che gestisce proprietà immobiliari di cui è direttore.

Secondo quanto raccolto, Esciua avrebbe ancora questi due ruoli in queste due società, ma il suo interesse principale adesso è la gestione dell’ampio patrimonio accumulato con il lavoro da broker, in particolare a Londra.

Interesse per il calcio

La sua passione per il calcio non è certo nuova. Oltre all’interessamento per il Livorno nell’estate del 2021, quando la Commissione dei Saggi gli preferì Toccafondi per una questione di rapidità del progetto tecnico, è stato accostato sia al Dunkerque, società della quarta lega francese, e alla Lucchese, poi prelevata nei mesi scorsi da Bulgarella. Nelle ultime settimane, quindi, ecco il nuovo avvicinamento ai colori amaranto e i contatti con Paolo Toccafondi. La trattativa che prosegue serrata e la cifra di 700mila euro su cui dovrebbe ballare l’eventuale acquisizione del Livorno. Un modo anche per verificare da subito con certezza la solidità di Esciua e la sua volontà di entrare nella storia amaranto. Le verifiche proseguono da ambedue le parti, con la chiara sensazione che i prossimi 15 giorni siano decisivi. In un verso o nell’altro.

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