Gioco
Il Livorno resta ingabbiato: nel “pollaio” di Ponsacco solo un pari
Terreno di gioco impresentabile e gli amaranto non sfatano il tabù esterno. Il primo gol di El Bakthaoui illude, poi il pareggio immediato. Rimane il quinto posto
PONSACCO. Lega Nazionale Dilettanti. Lo dice il nome stesso: dilettanti. Non è professionismo e chi si aspetta di trovare impianti come San Siro o l’Olimpico ha sbagliato strada. A tutto, però, c’è anche un limite. Il Livorno a Ponsacco non ha disputato una partita di calcio. Ha fatto un altro sport, che ancora non ha un nome, ma non è sicuramente calcio. Come giocare a pallacanestro con il canestro storto o a tennis con le palline sgonfie. E ne abbiamo visti di campacci: Montespaccato, Orvieto, San Giovanni, nemmeno lì c’era il prato all’inglese, ma come stavolta mai. E’ bene, però, che questa partita rimanga nella testa di tutti. Società, squadra, staff e tifosi. Come stimolo ulteriore per il futuro, per togliere il Livorno da categorie che non merita.
Pollaio e assenze
E’ impossibile non partire dal contesto. Da un campo dove la palla non rimbalza mai regolarmente e dove sabato era già stata disputata una partita di Promozione. Il terreno di gioco è stato rullato in mattinata, ma è servito a poco: per contare le buche in campo sarebbe servito un pallottoliere. Questo ha portato a novanta minuti di lanci lunghi, palloni sparati in aria e tanti, tantissimi duelli corpo a corpo. In un contesto degno dei tornei amatoriali, il Livorno si presentato con (quasi) una squadra di assenti. Ben nove infatti gli indisponibili. Benassi, Lucarelli, Lorenzoni (out per un problema all’adduttore), Greselin, Luci, Apolloni, Longo, Neri F. e Frati, fermato dalla febbre. A questi vanno aggiunti Lo Faso, in panchina con la febbre, e Bontempi, a disposizione per onor di firma.
due lampi e poco altro
Il primo tempo il Livorno è attaccato per larghi tratti, ma non c’è stato un tiro in porta. Nella ripresa ce ne sono stati due e sono stati due gol, in una sfida che di emozioni ne ha regalate veramente poche. Gli amaranto sono riusciti a passare in vantaggio al 52’, con il destro beffardo di El Bakthaoui che grazie a una delle mille buche del campo ha ingannato Pagnini sul primo palo. Un gol che ha spezzato la maledizione offensiva degli amaranto che, lontano dal Picchi, durava da oltre 300’. L’ultimo sigillo era stato il mancino di Frati a Trestina a inizio dicembre, per intendersi. Neanche il tempo di esultare e gustarsi il vantaggio che Russo e compagni hanno incassato il pareggio. Su un calcio piazzato alla sinistra della difesa labronica, Nieri è stato il più lesto di tutti con la girata sul primo palo che ha bucato Bagheria. Anche in questo caso la rete ha interrotto una striscia, stavolta positiva, del Livorno che non subiva gol da tre partite.
Momento positivo
L’obiettivo più difficile, in una partita del genere, era quello di trovare la via del gol. Il Livorno ci è riuscito, ma una squadra solida, che vuole puntare al vertice della graduatoria deve riuscire a mantenere la rete di vantaggio con le unghie e con i denti. E qui i labronici sono mancati. La gara di Ponsacco, quindi, ha evidenziato ancora un Livorno in crescita (perché nel girone di andata questa gara sarebbe stata persa), ma non ancora pronto per fare qualcosa in più dei playoff. La classifica lo conferma puntuale: amaranto quinti con due punti di vantaggio, che martedì dovrebbero diventare quattro, sul Flaminia sesto. E’ il quarto risultato utile consecutivo. E va bene così, in attesa di campi migliori.
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